Condizioni di rischio 2016



BOLIVIA

La difficile situazione economica, in generale, crea il rischio di scioperi spontanei, dimostrazioni e blocchi stradali che possono ostacolare il traffico causando ritardi e modifiche di itinerari.
Occorre fare particolare attenzione durante eventuali spostamenti in zone turistiche, quali i dintorni del Lago Titicaca, il centro di La Paz e Santa Cruz. Molti casi di furto di denaro e documenti si sono verificati negli ultimi mesi sui mezzi pubblici che effettuano la tratta da e per La Paz-Oruro-Salar de Uyuni.
Segnaliamo che è opportuno informarsi prima di viaggiare nella regione del “Chapare”, dove il programma di eliminazione delle piantagioni di coca provoca scontri tra le forze dell'ordine ed i coltivatori.
Ad eccezione del Chapare, che territorialmente fa parte della diocesi di Cochabamba e quindi è possibile che si programmino delle visite in loco, le altre località menzionate qui sopra non rientrano nei luoghi frequentati ordinariamente dai volontari del servizio civile.
Il Paese può essere comunque considerato una meta abbastanza sicura.
Gli spostamenti nel Paese avvengono prevalentemente via terra, laddove spesso le condizioni di mantenimento del manto stradale possono essere precarie. Il partner locale è una condizione di garanzia per la verifica costante delle situazioni della viabilità e il conseguente utilizzo di mezzi appropriati per raggiungere le mete rurali previste nel progetto. Nel caso di utilizzo di mezzi pubblici (autobus extra-urbani), alcune compagnie di trasporto offrono maggiori garanzie di sicurezza per l’utilizzo di mezzi più sicuri e sono, quindi, consigliabili.
Durante la stagione delle piogge (novembre-aprile) potrebbero presentarsi disagi o situazioni di emergenza nella stessa regione del Chapare e in generale nella zona pre-amazzonica.
 
Luogo di servizio: Cochabamba
La città di Cochabamba è uno dei centri di maggior conflitto sociale nel Paese; negli ultimi anni è cresciuto il numero delle manifestazioni politiche, sociali e sindacali che si sono tenute qui, ma fortunatamente sono diminuite di intensità e pericolosità, grazie nel frattempo alla diminuita tensione sociale per l’attivazione di un embrione di welfare state.
La città comunque rimane abbastanza sicura se si prendono i dovuti accorgimenti, come, ad esempio: evitare di girare per la città mettendo in mostra oggetti di particolare valore o ostentando denaro; prestare particolare attenzione nella zona del mercato della Cancha e nella zona sud della città, luoghi che è fortemente sconsigliato frequentare nelle ore serali / notturne.
Per spostarsi nella città durante le ore serali / notturne è vivamente consigliato l’utilizzo di taxi delle compagnie radiotaxi (ad es. Taxi “Alba”: +591 4 428-8889 / 428-8888).
Inoltre visti i continui blocchi stradali, si consiglia di muoversi sempre per tempo, per non doversi ritrovare a correre all’ultimo.
Quando ci si muove è consigliato avere con se sempre la fotocopia dei documenti ed evitare di avere con sé l’originale, questo per evitare furti, smarrimenti ed eventuali “sequestri” da parte di finti poliziotti o da parte di veri poliziotti, di cui comunque bisogna sempre diffidare.
A livello di condizioni igieniche si consiglia di fare attenzione a quello che si mangia, evitando di alimentarsi con cibi venduti per strada (“comida callejera”), quali verdura cruda o carne cotta male; non dimenticando di fare attenzione alle normali regole di igiene, come lavarsi le mani spesso e sempre prima di mangiare.
Per le visite alle zone rurali si consiglia di fare attenzione negli alloggi, evitando le case molto vecchie. Le case vecchie e in particolare quelle fatte di adobe, il tradizionale mattone di paglia e fango, sono sovente rifugio di fastidiosi parassiti, come ad esempio la mosca che porta il chagas, malattia del sangue di cui è affetta la maggior parte dei boliviani.
In ogni caso i volontari non saranno esposti a rischi particolari in quanto opereranno a stretto contatto con l’équipe e la controparte locale che effettua sempre una valutazione delle difficoltà e dei rischi a cui si può andare incontro.
In caso di situazioni delicate o difficili interverranno solo gli operatori locali boliviani. La supervisione e accompagnamento attento del partner locale permetterà un’attenzione costante della situazione di sicurezza nel Paese, riducendo di fatto l’esposizione inconsapevole a determinati rischi di ordine pubblico.


 

HAITI

A Port-au-Prince, in alcune zone periferiche o marginali (alcune bidonville soprattutto nella zona vicino al porto) la popolazione vive in grande stato di povertà e sono frequenti fenomeni delinquenziali. Anche le condizioni igienico-sanitarie rimangono fortemente precarie. Si sconsiglia di recarvisi soprattutto in ore serali e notturne.
Il Ministero Affari Esteri conferma l'incremento della microcriminalità (furti e rapine da parte di bande giovanili) tipica delle aree metropolitane, ma con poca incidenza nell’area di realizzazione del progetto.
Vige nel Paese una condizione di degrado, centralizzata soprattutto nel nucleo della capitale, in particolare dovuto allo stato di precarietà degli edifici e al mancato funzionamento di numerosi uffici pubblici e attività commerciali, quali conseguenze del terremoto. Il livello di sicurezza nel contesto urbano è ritenuto sufficiente per l’impiego di volontari.
 
Ad ottobre 2010 il Paese è stato colpito da un’epidemia di colera. Ad oggi la malattia non risulta essere epidemica, è tenuta sotto controllo ed è quasi completamente debellata. Non sono previste vaccinazioni obbligatorie.
A livello ambientale la zona caraibica è soggetta da giugno a dicembre, e con maggior frequenza tra agosto e settembre, al fenomeno di tempeste tropicali e uragani. Sono fenomeni che i centri meteorologici internazionali monitorano con attenzione; si valuta che, attenendosi alle informazioni e ai protocolli di sicurezza adottati nel Paese, non rappresentino condizioni di rischio per i volontari del servizio civile.
 
Luogo di servizio: CITÈ AUX CAYES – PORT AU PRINCE
Il clima di povertà di Cité aux Cayes a Delmas, già descritto nei paragrafi precedenti, suggerisce un atteggiamento di prudenza nei movimenti soprattutto dopo il tramonto: si sconsigliano le uscite dopo le ore 20. L’orario di servizio è quindi distribuito al mattino e nelle prime ore pomeridiane.
Si prevedono uscite con l’affiancamento di persone fidate o direttamente con le Piccole Sorelle del Vangelo, partner locale del presente progetto. Le Piccole Sorelle del Vangelo sono presenti nel quartiere da più di 20 anni: accompagneranno i volontari in particolare nell’inserimento e assicureranno la loro presenza per tutta la durata del servizio, sono rispettate e riconosciute come punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, ma allo stesso tempo anche come parte della comunità stessa. Ciò si rivela un ottimo strumento che garantisce la sicurezza e il benessere dei volontari in loco.
La vicinanza della sede di attuazione del servizio all’aeroporto e ad una delle arterie principali della capitale, garantisce una posizione strategica per gli spostamenti in caso di necessità.
 


 

NICARAGUA

Nel Paese non si registrano tensioni preoccupanti.
Nella capitale Managua in diversi quartieri la popolazione vive in grande stato di povertà e sono frequenti alcuni fenomeni delinquenziali. Si tratta di zone isolate e periferiche dell’antico centro di Managua e delle zone adiacenti ai grandi mercati, soprattutto al Mercado Oriental, in cui si registrano episodi di microcriminalità, in particolare a scopo di rapina. Si sconsiglia di recarvisi soprattutto in ore serali e notturne. Si tratta comunque di quartieri e zone lontani dall’abitazione e dalla sede di servizio dei volontari.
 
Il Nicaragua è soggetto a frequenti uragani e tempeste tropicali che possono colpire il Paese in particolare da giugno a settembre. Esistono centri meteorologici internazionali, istituzioni e strumenti di informazione nazionali che riservano al tema una particolare attenzione, ragion per cui si ritiene che non esiste un rischio concreto per i volontari del servizio civile.
Si segnala inoltre la possibilità che si registrino terremoti, con possibili conseguenti sciami ed eruzioni vulcaniche. Anche a questo riguardo l’attenzione e l’informazione nel Paese si può considerare sufficientemente diffusa.
 
Luogo di servizio: CIUDAD SANDINO
Il clima di violenza del quartiere Nueva Vida di Ciudad Sandino suggerisce un atteggiamento di prudenza negli spostamenti soprattutto dopo il tramonto. Per questo l’orario di servizio è distribuito al mattino e nelle prime ore pomeridiane.
Nel quartiere si registra una condizione di povertà diffusa. Ne sono indici l’inadeguatezza delle abitazioni, l’irregolarità dei sistemi idraulici ed elettrici, la discarica abusiva e le attività ad essa connesse, elementi che evidenziano una mancanza di risorse che sfocia spesso in situazioni di violenza e microcriminalità.
Il livello di sicurezza è ritenuto adeguato rispetto alla presenza dei volontari, in particolare grazie alla loro identificazione come parte dell’équipe di Redes de Solidaridad e per questo molto rispettati ed accolti da tutti gli abitanti di Nueva Vida.
 


 

KENYA

Nel Paese permane una elevata attenzione rispetto al rischio di realizzazione di atti ostili da parte di gruppi terroristici, si raccomanda pertanto, in particolare nei principali centri cittadini e turistici, la massima prudenza negli spostamenti. Il Kenya è un Paese con un elevato tasso di criminalità comune, soprattutto nei centri urbani. È dunque indispensabile adottare ogni possibile cautela per scoraggiare possibili malviventi.
 
Anche se le azioni descritte nel progetto non prevedono l’impiego di volontari nelle zone prossime al confine con la Somalia, si consiglia di evitare queste aree. Nella porzione di territorio somalo confinante con il Kenya sono attualmente presenti reparti militari keniani inquadrati nella forza di pace dell’Unione Africana, AMISOM, impegnata in operazioni militari contro le milizie dell’insorgenza islamista Al Shabaab per il recupero del controllo della Somalia meridionale. In territorio keniano (prevalentemente nelle aree di Garissa e Mandera) si sono verificate negli ultimi mesi ritorsioni del medesimo gruppo terrorista.
 
Luogo di servizio: NAIROBI
Il progetto si realizzerà nel quartiere periferico di Kahawa West, situato nella periferia nord est di Nairobi. Nairobi è una città che presenta qualche rischio derivante da criminalità comune (aggressioni, rapine e furti) soprattutto in zone periferiche della città e nelle ore serali e notturne, tempi della giornata in cui non sono previste attività di progetto. Si riscontrano anche rischi legati più esplicitamente a tensioni sociali, interetniche e religiose.
È consigliabile quindi: non mostrare di possedere denaro, portare con sé carte di credito e non uscire da soli di notte e in luoghi isolati. Secondo le indicazioni più recente dell’Ambasciata italiana è sconsigliata la frequentazioni di luoghi affollati e di aggregazione.
 
Luogo di servizio: MOMBASA
Il progetto si realizzerà nel quartiere intorno alla cattedrale Holi Ghost (indirizzo Digo Road n. 83131-800100), sede della Catholic Diocese of Mombasa. Mombasa è una città che presenta qualche rischio derivante da criminalità comune (aggressioni, rapine e furti) soprattutto in zone periferiche della città e nelle ore serali e notturne, tempi della giornata in cui non sono previste attività di progetto. Si riscontrano anche rischi legati più esplicitamente a tensioni sociali, interetniche e religiose.
È consigliabile quindi: non mostrare di possedere denaro, portare con sé carte di credito e non uscire da soli di notte e in luoghi isolati. Secondo le indicazioni più recenti dell’Ambasciata italiana è sconsigliata la frequentazione di luoghi affollati e di aggregazione.
 


REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

 
La Repubblica Democratica del Congo è reduce da anni di guerra con l’Uganda e il Rwanda (con i quali ha firmato la pace solo nel 2002) e di guerriglia con movimenti ribelli. La situazione della sicurezza e dell'ordine pubblico è precaria in diverse province e non è possibile escludere lo scoppio improvviso di nuove tensioni. Episodi di scontri e di violenza sono diffusi in tutto il Paese, soprattutto nel Nord e Sud Kivu, dove imperversano bande armate e milizie non governative che rivendicano il controllo dei territori, estremamente strategici per la loro posizione e per le loro risorse naturali. Attualmente, nei villaggi a nord della città di Goma sono in corso operazioni di guerriglia condotte dal movimento dissidente M-23 contro la popolazione civile e le truppe armate congolesi. Per cercare di tenere sotto controllo la situazione, le Nazioni Uniti hanno rafforzato le missione di peacekeeping (l’ultima è la MONUSCO) inviando soldati nei territori in questione.
 
Luogo di servizio: KINDU
I volontari non saranno esposti a rischi legati alle condizioni di guerra in quanto nella provincia del Maniema la situazione risulta stabilmente pacificata. Qualora si dovesse assistere ad una ripresa dei conflitti (a Kindu è ancora presente un'antenna della missione ONU Monusco con personale ridotto, per il monitoraggio del territorio), il coordinatore di Caritas Italiana e la controparte locale effettueranno una valutazione dei rischi e dell’eventuale necessità di evacuazione. È bene, invece, mantenere alta l'attenzione per quanto riguarda la possibilità di aggressioni per furto ad oggetti personali (rischi remoti ma che vanno previsti in modo da adottare misure preventive di sicurezza, di carattere soprattutto comportamentale). L’alloggio, presso la Procura Diocesana, è comunque protetto dalla presenza di guardie diurne e notturne.



LIBANO

Il Paese risente in modo diretto della guerra in Siria e dall’aggravarsi della crisi dell’intera Regione Mediorientale. In questi ultimi tre anni l’afflusso costante di siriani attraverso i diversi punti di frontiera a nord (Tripoli) e ad est (Valle della Bekaa) ha portato ad un aumento esponenziale della popolazione. Ad oggi si contano oltre un milione di siriani su un totale di 5.800.000 di libanesi.
La guerra siriana e oggi il suo secondo fronte, quello iracheno, ha creato insicurezza in tutto il Paese. Questo anche per le scelte politiche e operative che le diverse confessioni musulmane hanno fatto nei confronti del conflitto siriano. In particolare la popolazione Sciita appoggia apertamente il Governo di Bashar al Assad, mentre i sunniti sono contro ed appoggiano la resistenza. Queste scelte si sono tradotte anche in appoggi politico-militari-economici da parte di entrambe le fazioni, creando situazioni critiche e pericoloso in tutto il Paese dei Cedri.
I siriani in fuga dal conflitto vivono in Libano, nella maggior parte dei casi, in condizioni di indigenza. Le condizioni abitative sono precarie e le case o le baracche sono in condizioni pessime, a livello sanitario le condizioni non sono buone e l’accesso alle cure non esiste, solo in caso di emergenza i siriani possono accedere al pronto soccorso. I bambini nella maggior parte dei casi non possono inserirsi nel sistema scolastico libanese. Questo quadro ha un immediato impatto negativo in Libano e sul quadro di sicurezza, soprattutto in termini di micro-criminalità e criminalità organizzata (in particolare, rapimenti a scopo estorsivo).
 
Le forze di sicurezza libanesi hanno recentemente sequestrato cospicui quantitativi di armi e munizioni lungo il confine con la Siria e presso il porto di Tripoli. L’aumento del traffico di armi e il protrarsi della crisi in Siria sono percepiti come fattori di potenziale destabilizzazione.
Permangono milizie armate in varie aree del Paese e possono prodursi in maniera repentina e non prevedibile disordini e blocchi stradali.
Il Libano risente, come vari Paesi dell’area, delle ripercussioni della situazione di instabilità che continua a caratterizzare il Medio Oriente a causa delle crisi irrisolte da lunga data e dei più recenti conflitti nell’area che, come dimostrato dalla guerra dell’estate 2006 con Israele, e possono conoscere improvvisi ed imprevisti deterioramenti.
Inoltre, le tensioni di fondo determinate dalla contestuale e tradizionale presenza in Libano di fazioni etniche, religiose ed ideologiche diverse, si sono riacutizzate dopo il conflitto dell’estate del 2006 che ha causato diffuse distruzioni in tutto il Paese e reso necessario il rafforzamento, a sud del fiume Litani, della missione UNIFIL (cui l’Italia partecipa con un contingente che agisce sotto egida ONU).
 
Beirut: I recenti attentati in capitale sono sempre stati indirizzati verso la comunità sciita, in risposta del loro appoggio al Governo siriano e per il momento sono stati eventi episodici e geograficamente localizzati. Questo comunque si è tradotto in un aumento generalizzato a Beirut della presenza di Polizia e di esercito in particolare nei quartieri e  luoghi ritenuti a rischio, come i Palazzi Istituzionali, i comandi di Polizia e le caserme dell’esercito. Anche i luoghi pubblici ad alta frequentazione, come i centri commerciali e le zone turistiche sul mare e della zona storica della capitale sono presidiati.
 
Territori maggiormente a rischio:
•     La valle della Bekaa, con un elevato tasso di criminalità e rischio rapimenti, dove l’accesso è vietato e blindato dalla presenza dell’esercito;
•     L’area a sud del fiume Litani, dove vi è tra l’altro una consistente presenza di ordigni inesplosi, a seguito del conflitto del 2006 ed è presidiato dalla Forza Militare Internazionale UNIFIL;
•     L’area di Tripoli e vicina regione dell’Akkar, anch’esse presidaite da ingenti forze di polizia e dell’esercito;
•     La città di Saida (Sidone), soprattutto nell’area limitrofa al campo palestinese di Ain El Helweh (ivi compreso il quartiere di Taamir);
•     la periferia meridionale di Beirut, conosciuta come Dahieh, e tutti i luoghi istituzionali come Presidenza, Palazzo del Governo e Ministeri.
 
Luogo di servizio: DBAYEH
La municipalità di Dbayeh, nell’immediata periferia nord di Beirut, non rappresenta un contesto particolarmente pericoloso. La zona è abitata sia da cristiani che musulmani, ma la buona integrazione tra le diverse comunità ha da anni stabilizzato l’area. In particolare nel campo palestinese dove operano i nostri volontari la situazione permane tranquilla. Solo di recente sono arrivati le prime famiglie siriane in fuga dalla guerra. Al campo i palestinesi affittano di tutto ai profughi, dagli scantinati, ai box, creando un nuovo business immobiliare. Nonostante ciò, dal 2014, la presenza dei siriani è diventata numericamente significativa, oltre 600 persone, su una popolazione palestinese residente di circa 3.000 abitanti. Sono incominciate le tensioni fra le parti, in particolare per la distribuzione degli aiuti che prima era diretta alla sola popolazione palestinese. L’aiuto costante di Caritas Libano anche ai rifugiati siriani non è visto bene e accettato dai palestinesi che si sentono messi da parte, per questo motivo spesso ci sono accese discussioni tra gli abitanti anche se ad oggi non sono stati segnalati atti violenti.
 
Luogo di servizio: RAYFOUN
Rayfoun è un Paese a circa 40 km a nord-est di Beirut. Da sempre in questa località vive una popolazione prevalentemente cristiana e non si registrano particolari tensioni. Certo la vicinanza alla Valle della Bekaa e quindi al confine siriano desta preoccupazione. Anche in questa regione l’afflusso dei siriani in fuga dalla guerra è costante. Di recente Caritas Libano ha aperto un centro di supporto ai rifugiati siriani per l’assistenza umanitaria a cui partecipano anche i nostri volontari in servizio civile. Non si segnalano particolari tensioni tra la popolazione locale e i rifugiati anche perché in prevalenza sono famiglie con numerosi bambini.
 


 


GEORGIA

I viaggiatori stranieri sono accolti con benevolenza dai georgiani. Ad ogni modo si registrano episodi di criminalità comune, si raccomanda pertanto di adottare sempre l‘opportuna cautela, in particolare nelle zone periferiche o poco frequentate e, durante le ore serali, anche nelle zone centrali della capitale. Queste zone sono comunque costantemente pattugliate dalle Forze di Polizia.
 
Non sembrano probabili, almeno nell’imminenza, scoppi di nuove ostilità con le regioni separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Ai sensi della Legge georgiana sui “Territori Occupati” del 23 ottobre 2008, sono da considerare “occupati” i territori della Repubblica Autonoma di Abkhazia e della Regione di Tskhinvali (Ossetia del Sud).
Le attività previste dal progetto non si svolgono nei territori occupati.
In ogni caso è altamente sconsigliato recarsi nei territori non controllati dal Governo georgiano, di cui lo Stato italiano non riconosce le Autorità de facto, e in cui pertanto per il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata d’Italia sarebbe difficile garantire il normale livello di assistenza ove ciò si rendesse necessario.
Nelle zone a ridosso delle linee di confine amministrativo, o in quelle interessate dagli eventi bellici dell’agosto 2008, si raccomanda cautela, anche rispetto alla possibile presenza di mine o di ordigni inesplosi.
 
Luogo di servizio: KUTAISI
La situazione economica è ancora molto instabile e in alcuni quartieri della città di Kutaisi la disoccupazione è molto elevata. Occorre adottare prudenza in prossimità delle zone della periferia urbana.
Il centro di Kutaisi è sicuro e i volontari non saranno esposti a rischi particolari in quanto opereranno in un contesto di équipe e la controparte locale effettua sempre una valutazione delle difficoltà e dei rischi a cui si può andare incontro.
Tuttavia è raccomandato essere particolarmente vigilanti sui mezzi di trasporto pubblici; è particolarmente raccomandato cambiare denaro presso istituti finanziari ufficiali (banche e uffici di cambio); essere prudenti nelle ore serali.
 


 


MOLDOVA

Nel Paese non si registrano avvisi di sicurezza che necessitino misure di prevenzione speciale. Occorre adottare prudenza solo in prossimità delle aree di frontiera in particolare nella regione della Transnistria che non è zona raggiunta dalle attività previste nel progetto. È necessario inoltre prestare cautela nelle zone delle periferie urbane.

Luogo di sevizio: CHIŞINĂU
Il centro di Chişinău è sicuro e i volontari non saranno esposti a rischi particolari in quanto opereranno in un contesto di équipe e la controparte locale effettua sempre una valutazione dei rischi. Tuttavia è raccomandato non portare oggetti di valore (orologi, gioielli, etc.) e tenere con sé solo poco denaro; essere particolarmente vigilanti sui mezzi di trasporto pubblici; cambiare denaro esclusivamente presso istituti finanziari ufficiali (banche e uffici di cambio); essere prudenti nelle ore serali in considerazione anche della scarsa illuminazione delle strade.

 

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A partire dal 21 marzo 2017 parte il corso di formazione per Volontari

EDITORIALE

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