Emergenza Siccità: Grazie ai nostri sostenitori



A Kilifi in Kenya continua la collaborazione con Caritas Mombasa, che ha vissuto negli ultimi anni momenti particolarmente difficili causati da periodi ripetuti di siccità. L’emergenza ha causato gravissime conseguenze affrontate dalle organizzazioni internazionali tra cui la rete internazionale di Caritas si è dato il via al gemellaggio tra le due Caritas diocesane (Mombasa e Milano) in cui si sono portati avanti interventi in vari ambiti, all’interno dei quali la “cura” delle comunità colpite dalla siccità e la “prevenzione” che aiuti ad affrontare periodi siccitosi futuri, hanno richiesto un’attenzione prioritaria.

Le difficoltà incontrate sono state notevoli, il ricordo di quei momenti è ancora vivo come è vivo il timore fondato che possano tornare; lo possiamo ascoltare direttamente da chi le ha vissute da differenti prospettive.



Judith Rehema, operatrice sul campo del progetto Feed Kilifi racconta:

"Durante il periodo di siccità le colture sono andate distrutte, gli animali (come le mucche, le capre e le pecore) sono morti e quelli che son sopravvissuti sono stati trasferiti in un altro luogo per pascolare e avere acqua. Molte persone sono state costrette a migrare per stare vicine ai pascoli e all’acqua; di conseguenza c’è stato un declino dell’educazione perché molti si sono spostati con tutta la loro famiglia. Ciò che mi ricordo riguardo al periodo di massima siccità è la morte sia del bestiame sia degli esseri umani, principalmente per la mancanza di acqua; ma anche per le lunghe distanze (circa 25/30 chilometri) che le persone dovevano percorrere in cerca dell’acqua e perché il bestiame non sopportava queste distanze. Perciò si sono registrate molte morti, specialmente a Kilifi, nella zona di Ganze".

                                                                                                                     Judith Rehema

Catherine Watinda, ingegnere idraulico della Caritas diocesana di Mombasa racconta: "C’è stato un aumento delle malattie dovute all’acqua, favorite dalla mancanza di igiene. Per via dell’acqua che è stata usata dalla comunità. Infatti molte comunità hanno usato l’acqua accumulata nei bacini di raccolta dell’acqua (“water pans”), che sono usati sia dal bestiame sia dagli esseri umani. Il bestiame arrivava e sporcava l’acqua, ma la comunità continuava ad usarla. Per questo sono stati riportati molti casi di malattie dovute all’acqua, come il colera. La situazione generale, successivamente, è fortunatamente migliorata a causa di un periodo sufficiente di piogge. Inoltre, almeno per diverse comunità con cui è stato possibile portare avanti interventi di vario genere, si può dire con sollievo che  l’agricoltura è ripartita. Ho visto miglioramenti perché hanno utilizzato ciò che abbiamo dato loro e perché le sementi che hanno ricevuto sono state piantate. Alcuni di loro stanno già raccogliendo le verdure che hanno piantato. Ma è importante, in questa fase di minor emergenza, provare a prepararsi per periodi più difficili che, purtroppo prevedibilmente, potranno ripresentarsi. La prospettiva futura, quindi, è quella di continuare a lavorare con le comunità della diocesi  di Mombasa per allargare, dove sarà possibile, il progetto e per garantire alle comunità coinvolte nello stesso, di poter essere pronte ad affrontare la situazione".

Col progetto Feed Kilifi 2017/18 stiamo garantendo alle famiglie dei tank per l’accumulo di riserve di acqua, delle sementi adatte al clima arido per potersi garantire il raccolto, la costruzione di bacini idrici, la formazione ai gruppi di contadini sia dal punto di vista agricolo, sia economico, sia rispetto all’allevamento; tutto questo all’interno delle attività della rete internazionale di Caritas".

Le comunità sono davvero molto contente, soprattutto se vengono coinvolte in progetti che riguardano l’acqua, perché è il problema principale qui a Kilifi. Quindi quando vieni dalle comunità sono molto ricettive e sono pronte ad accettare i programmi relativi all’acqua, perché è qualcosa che cambia la loro vita e anche perché il tempo che spendono a cercare l’acqua è tempo che non dedicano ad altre attività economiche che possono dare reddito alla loro famiglia".

                                                                                                               Catherine Watinda
 
Br.John, direttore Caritas Mombasa:
"Siamo veramente grati a tutti i sostenitori di Caritas Ambrosiana che hanno aiutato concretamente le comunità colpite dalla gravissima siccità in Kenia. Grazie alle cisterne d'acqua che avete donato, oggi le famiglie possono contare su riserve di acqua pulita. Inoltre grazie al progetto Nutrire Kilifi stiamo garantendo alle famiglie kit di sementi adatte al clima arido, la costruzione di bacini idrici e la formazione dei contadini. Dio vi benedica per la vostra generosità".     

                                                                                  

                                                                    
                                                                              Le Cisterne consegnate da Caritas Ambrosiana

All’interno della collaborazione con Caritas Mombasa, oltre agli interventi a favore di chi è più in difficoltà, ci piace ricordare che si stanno sviluppando scambi progettuali anche su fronti meno emergenziali e più “quotidiani”. Si è lavorato e si sta lavorando anche nell’ambito del dialogo interreligioso in un contesto che ne ha veramente bisogno, con la Pastorale Giovanile, con i bambini vittime di abusi e violenze, con gli anziani; e ciò è sicuramente facilitato dalla presenza dei volontari in Servizio Civile, ormai alla terza “tornata”, e nel periodo estivo, anche con i Cantieri della Solidarietà.  





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