Cibo per tutti... anche a Katako

Febbraio 2015: da 8 mesi è iniziato il progetto “Rilancio del Centro Agro-pastorale di Katako”, a 7 km da Kindu in Repubblica democratica del Congo, ed è ora di primi bilanci.
Katako è un villaggio senza acqua corrente, energia elettrica né strade asfaltate. Qui sorge il centro agro-pastorale Sant'Isodoro: 100 ettari di terreno dall'enorme potenziale che finora era rimasto inespresso.
In questi mesi abbiamo agito su vari fronti: miglioramento delle strutture, accesso all'acqua, coinvolgimento della comunità e rilancio delle attività agro-pastorali. Tutte attività volte a garantire alla diocesi di Kindu (con cui Caritas Ambrosiana collabora da circa 5 anni) la possibilità di svolgere la propria missione di sostegno alla comunità.
 
I primi passi, dunque, sono stati la riabilitazione di un vecchio pozzo, e la potabilizzazione di una sorgente situata sul terreno del centro in fondo ad un piccolo avvallamento. Il pozzo, profondo 20 metri, è stato munito di una pompa manuale, mentre per facilitare l'accesso alla sorgente abbiamo costruito una scalinata che facilita il passaggio in quei punti dove il sentiero è troppo ripido, soprattutto quando si porta un secchio di 15 litri d'acqua sulla testa. A fine Agosto entrambe le opere erano terminate, così da garantire alle 3000 persone che abitano la zona circostante Sant'Isodoro, due nuovi punti di accesso all'acqua potabile: un bel via vai di secchi e taniche!

katako acqua
 
Durante gli stessi mesi, insieme alla Caritas di Kindu, un vecchio rudere è stato ristrutturato e adattato ad ospitare 50 maiali, raddoppiando la capacità del centro che ne ospitava già 50. Ad oggi abbiamo 83 suini, e  molti sono stati venduti oppure donati a qualche famiglia bisognosa.
A fianco dell'allevamento suino c'è quello bovino, che richiede tempo e pazienza affinché gli animali si adattino al clima tropicale della zona. Ogni settimana un veterinario le visita e cura, e speriamo che inizino presto a produrre latte in maniera costante. A breve, inoltre, vorremmo incominciare la costruzione di un pollaio che possa ospitare un centinaio di volatili.

katako allevamento maiali
 
Un ulteriore passo in avanti è stato lo sviluppo di colture differenziate come melanzane, pomodori, cavoli, carote: verdure poco presenti nel paniere locale (fatto al 90% di manioca), al fine di venderle e farle conoscere alla comunità, la cui dieta è molto povera.
In questo percorso si inseriscono dei corsi di formazione per ragazze madri, che portiamo avanti insieme alle suore Figlie della Resurrezione. Nei villaggi di quest'area del Congo le bambine raramente vanno a scuola, la parità di genere non esiste e la poligamia é molto diffusa: è così che molte ragazze di 13-14 anni sono già madri.
 
Sabato 21 Febbraio c'è stato il primo incontro tra 17 di queste ragazze (possiamo riceverne fino a 30), un agronomo esperto di formazione (Raphaël) e le suore. Tra risate e pianti di bambini venuti al seguito delle madri, il corso è iniziato e si prefigge di creare un primo gruppo di giovani donne autonome, capaci di portare in famiglia un miglioramento  sia economico che nutrizionale.
 
Durante questo primo incontro con loro, per dimostrare l'importanza del corso, Raphaël chiede alle giovani madri cosa abbiano mangiato negli ultimi giorni, e la risposta, unanime e prevedibile è: “fou-fou na sombe, kila siku” (“polenta di manioca e spinaci di manioca, ogni giorno”).
Così si crea un po' di imbarazzo quando alla fine, prendendo coraggio, una delle ragazze chiede: “E voi, cosa mangiate?”. Il solo fatto di aver mangiato cose diverse ogni giorno degli ultimi 3 gli fa strabuzzare gli occhi, e a me in questo caso, stringere lo stomaco.
 
La presenza fissa di Raphaël, insieme al sostegno delle suore Figlie della Resurrezione, permetterà alle ragazze di coltivare ognuna un piccolo terreno, sul quale pianterà carote, melanzane, pomodori, peperoni: tutte verdure assenti dal paniere locale, composto al 90% dalla sola manioca, con conseguenti ricadute in termini di malnutrizione, soprattutto dei bambini.
 
Un passaggio da non sottovalutare sarà quello in cui le suore insegneranno come cucinare le verdure dell’orto. C'è un aneddoto che ci racconta Soeur Jacqueline: “Quando siamo arrivate a lavorare a Katako, abbiamo regalato le prime melanzane che abbiamo raccolto, pensando che sarebbero state apprezzate. In realtà scopriamo che i mariti delle donne a cui le avevamo regalate si sono rifiutati di mangiarle... Bene, sono passati due mesi e devo dire che si sono abituati: adesso dobbiamo stare attente che non ce le vengano a rubare!”
 
Infine abbiamo pensato a come rendere sostenibile tutto questo. Il centro Sant'Isodoro, infatti, è circondato da un grande palmeto che negli anni è stato inglobato nella foresta circostante. Grazie alla mano d'opera locale abbiamo recuperato alla foresta stessa un gran numero di piante, che ci permetteranno nei prossimi mesi di incominciare la produzione e commercializzazione di sapone derivato dall'olio di palma.

katako mucche
 
Il centro agro-pastorale di Katako però, non è solo questo. Vorremmo che fosse il battito di ali di una farfalla da una parte del mondo, che causa un uragano dalla parte opposta: il sogno che condividiamo con le suore Figlie della Resurrezione che vivono quotidianamente a fianco della comunità , è che Katako diventi un esempio ed un punto di riferimento per la comunità locale e per le altre diocesi. Il primo tassello di un effetto-domino positivo.

Emanuele Arosio

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