Abitare Rom, ribaltiamo la prospettiva

Cinque paesi, tre contesti metropolitani (Milano, Barcellona e Parigi) e due di provincia rurale (in Romania e Ungheria), 8 organizzazioni partner (in Italia, oltre a Caritas Ambrosiana, Comune di Milano e Università Mi-Bicocca), diversi progetti e buone prassi comparati, soprattutto centinaia di contatti diretti e interviste in profondità, con cittadini Rom, Sinti e Caminanti e con operatori sociali e decisori politici: sono gli elementi salienti del progetto R-HOME (Roma: Housing, Opportunities, Mobilisation and Empowerment), cofinanziato dal programma Rec dell’Ue, i cui risultati sono stati presentati oggi nel corso del convegno online "Accesso alla casa e ai diritti per i gruppi Rom – Sinti – Caminanti".

«L’abitare, quando si pensa ai Rom, è spesso identificato come un abitare degradato. A questa visione culturale distorta si aggancia una politica spesso miope, che identifica i campi come l’unica soluzione o il luogo abituale per le abitazioni dei Rom. Troppi tentativi demagogici non hanno prodotto soluzioni durature: dobbiamo cambiare prospettiva – ha asserito Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, introducendo il convegno –. L’alloggio familiare può rappresentare un punto di partenza fondamentale per ogni percorso di integrazione: garantisce la stabilità necessaria perché anche i percorsi scolastici, formativi e lavorativi possano trovare compimento. Tradizionalmente, invece, essa è considerata il punto di arrivo, al quale si accede quando altri presupposti sono stati soddisfatti. Mettere la casa al primo posto, tra le priorità, significa ribadire con forza un diritto non tutelato per molte fasce della popolazione. In particolare per i Rom».

Che il livello di povertà abitativa tra i Rom sia «straordinariamente alto» lo ha premesso il professor Tommaso Vitale, docente di sociologia a Sciences PO – Istituto universitario di studi politici di Parigi. Vitale, curatore della ricerca Intrappolati in un tugurio, che contiene gli esiti del progetto, ha però spiegato che «in tale povertà non c’è alcun fattore culturale, piuttosto l’effetto cumulativo di forme strutturali e violente di discriminazione». Vitale ha messo in relazione il degradarsi delle condizioni abitative e di vita della più numerosa minoranza etnica presente in Europa con politiche pubbliche ispirate al principio «che prima ci si integra, poi semmai si accede a una casa. Ma anche la piccola quota di persone Rom che riescono a integrarsi, ad avere reddito, ad accumulare risorse spesso rimangono vittime di meccanismi discriminatori e forme di razzismo nella relazione con i proprietari di immobili e gli istituti di credito». L’alternativa è il ricorso alle iniziative di housing pubblico, insufficienti e «segnate sovente da inefficacia e sprechi, oppure a forme di credito informale e usurario, che strutturano altre forme e condizioni di illegalità» e conducono comunque a investire «nei propri ghetti etnici, non adeguatamente infrastrutturati» e sostanzialmente invivibili.  Per rovesciare queste spirali di esclusione, ha osservato Vitale, occorre partire, come ha fatto il progetto R-Home, dall’ascolto delle persone e delle famiglie che mostrano «un fortissimo impegno ad andare oltre la propria condizione». E soprattutto, ribadito politicamente il primato del diritto alla casa, occorre «rafforzare il lavoro sociale con i soggetti Rom, garantendogli continuità e tempi lunghi, trovare meccanismi di prevenzione (anziché di punizione) delle difficoltà finanziarie delle famiglie che accedono a una casa, consolidare la varietà degli strumenti di politica pubblica per l’accesso alla casa e la desegregazione dei quartieri».

La professoressa Patrizia Farina, demografa di UniMi-Bicocca, ha concluso il convegno, riprendendo anche gli interventi di Aniko Bernat, dell’associazione Tarki di Budapest, e di Annabel Carballo, della Fondazione delle associazioni gitane di Catalogna. «Dal progetto e dalla ricerca – ha evidenziato Farina – emergono indicazioni e indicatori concreti per migliorare il Framework strategico dell’Ue rispetto alle politiche di inclusione della minoranza Rom. L’applicazione di tale Framework è avvenuta a macchia di leopardo nel decennio 2010-2020; bisogna cambiare passo entro il 2030, provando a scardinare non solo le forme di discriminazione esplicita sussistenti nei confronti delle popolazioni Rom, ma anche quelle di discriminazione opaca e sostanziale».

Spesso, infatti, le situazioni di esclusione abitativa nascono anche dall’assenza di conoscenza delle regole e delle opportunità di accesso all’edilizia pubblica e privata, o dal non essere interni a reti associative e di rappresentanza (anche nella minoranza Rom vi sono gradi diversi di inclusione e vulnerabilità, e accade che le politiche e i progetti non riescano a raggiungere proprio gli "ultimi tra gli ultimi"). Essenziale, a questo proposito, aveva ricordato Carballo, è il lavoro di empowerment, cioè di formazione e di rafforzamento delle consapevolezze e conoscenze che va condotto con i soggetti e i gruppi rom: «È importante parlare di inclusione, più che di integrazione dei Rom, perché siano i Rom stessi a difendere i propri diritti. E anche questo passa necessariamente dalla volontà politica dei contesti locali, nazionali ed europei».

Video del convegno https://www.youtube.com/watch?v=iXa9_9soF2I
Materiali del convegno https://rhome.caritasambrosiana.it/access-to-housing-and-rights/
Il testo della ricerca ("Apprendimenti", ovvero i principali esiti, alle pagg. 64-69) https://rhome.caritasambrosiana.it/wp-content/uploads/2021/12/Trapped-in-a-hovel-R-HOME-research_IT.pdf
Sito internet di presentazione del progetto https://rhome.caritasambrosiana.it/


newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter
Numero dedicato donatori
EVENTI E INIZIATIVE
03/02/2022
Iniziative

INFO VOLONTARIATO

Incontro online sul volontariato

04/02/2022
Convegni

Accoglienza in famiglia tra fatica e fiducia

Convegno annuale dello sportello Anania sui temi dell'accoglienza, l'evento sarà on line, iscrizione gratuita

12/02/2022
Convegni

Per forza o per-dono?

Sabato 12 febbraio 2022 si terrà l’abituale Convegno Mondialità promosso da Pastorale Missionaria, Pastorale dei Migranti e Caritas Ambrosiana. Dato l’evolvere della situazione pandemica, il convegno si terrà in diretta streaming sul canale Youtube di Caritas Ambrosiana.

21/01/2022
Iniziative

Cordata educativa

Al via la “Cordata educativa”: 15 realtà diocesane in rete per rispondere al disagio giovanile. Venerdì 21 gennaio, ore 11.30, in Curia la presentazione dell’iniziativa e di un report sui bisogni emergenti dei giovani in tempo di pandemia…

EDITORIALE

Del Direttore: 
Luciano Gualzetti



 
Serve cambiare la legge antiusura

Sono sempre di più le famiglie che si stanno indebitando per pagare le bollette. Gli operatori dei centri di ascolto ci raccontano che a causa dei lockdown ci sono persone che nei mesi scorsi hanno dovuto chiedere in prestito denaro.... Leggi qui


IN EVIDENZA
La nostra offerta
Progetti in evidenza
Avvento 2021

I progetti di Avvento di Carità per il Natale 2021. Tre progetti in Brasile, Kenya e Zambia. Guarda la registrazione del webinar di presentazione dei progetti ...

Numero dedicato donatori
Vuoi fare del bene? Chiamaci...

02.40703424 è il nuovo numero da chiamare per sapere come fare del bene... meglio! Chiama il nostro numero dedicato ai donatori Caritas, riceverai tutte le info ...

Progetti in evidenza