Azzardo Ambrosiano

Anche nel 2025 persi in Diocesi 2,17 miliardi di euro


Una folle e autolesionista corsa ai record, che drena risorse a individui e famiglie, producendo disastri sociali e finanziari. In Italia l’anno scorso giocati 165 miliardi di euro, oltre 21 persi: più del doppio delle risorse promesse di recente dal governo per attuare (in dieci anni) il Piano Casa.

La Lombardia “epicentro” di un comparto cui le istituzioni paiono non voler mettere freni. Caritas Ambrosiana ha aggregato (e comparato con quelli 2024) i dati relativi alla Diocesi di Milano. Nella quale si perde esattamente un decimo di quanto viene dilapidato a livello nazionale


Si sprecano le metafore. Ma, soprattutto, si spreca una mole sempre più colossale di denaro. E, di conseguenza, milioni di persone rischiano di sprecare beni ancora più preziosi: salute, equilibrio individuale, stabilità famigliare, continuità nel lavoro, capacità di fare impresa. Tutto sacrificato sull’altare di meccanismi perversi, ancorché legalizzati. Il gioco d’azzardo è un fenomeno che, in Italia, come altrove nel mondo, fa registrare una crescita impetuosa. Macina record che nutrono un comparto sempre più ramificato. Che la politica non sembra interessata a regolare efficacemente. Accontentandosi di un gettito erariale che puntella il bilancio dello Stato ma in termini proporzionali appare sempre più esiguo. E non basta a tamponare costi sanitari e sociali carsici, ma dolorosi e pervasivi. Né a prevenire le relazioni pericolose tra economia legale e interessi criminali.


Caritas Ambrosiana ha inteso dare continuità a un lavoro di analisi avviato lo scorso anno, valutando quanto ha inciso anche nel 2025, nei territori della Diocesi di Milano, la piaga dell’azzardo. L’analisi su scala diocesana è avvenuta sulla base della Relazione sul settore dei giochi pubblici (Anno 2025) presentata dal Ministero dell’economia e delle finanze al Parlamento, corredata dai dati forniti da Adm (Agenzia delle dogane e dei monopoli). Tali dati restituiscono le dimensioni dell’azzardo legale Comune per Comune; sono organizzati secondo venti tipologie di gioco e articolati nelle voci “giocato”, “vinto” (in realtà somme recuperate, ma parzialmente rispetto a quelle giocate) e “speso” (le somme realmente perse dai giocatori).

In Italia, accentuando una tendenza in atto da tempo e un sorpasso avvenuto negli anni del Covid, il gioco “telematico” è ormai di gran lunga prevalente su quello “fisico”. L’azzardo online nel 2025 ha infatti sfondato il tetto dei 100 miliardi di euro giocati, mentre l’azzardo fisico vale oltre 64 miliardi, per un totale di risorse giocate che, l’anno scorso, ha raggiunto la stratosferica e inquietante cifra di 165 miliardi 324 milioni di euro (+5% rispetto all’anno precedente).

Nello stesso periodo, le perdite dei giocatori, a livello nazionale, hanno invece raggiunto i 21 miliardi 878 milioni di euro (+1,3% rispetto al 2024): una voragine che vale più o meno una manovra finanziaria annuale dello Stato e due volte le risorse che il governo ha di recente promesso di impegnare, ma in un decennio, per realizzare l’atteso Piano casa.

Lombardia e Diocesi: i dati 

La tassa occulta che grava sugli italiani, e che sottrae risorse a impieghi più produttivi per l’intera comunità, colpisce anche lombardi e ambrosiani. Le elaborazioni di Caritas sui dati governativi sono sintetizzate nelle schede allegate, dalle quali emergono alcuni dati eloquenti e inquietanti.

Anzitutto (scheda 1), il volume delle giocate: nel 2025 ha proseguito la sua folle corsa all’incremento, superando i 26 miliardi di euro in Lombardia (+4,67% rispetto al 2024) e i 15 miliardi in Diocesi (+6,26%), gonfiato da un’incessante e iperpubblicizzata offerta di nuovi giochi e bilanciato parzialmente dal parallelo incremento delle vincite. Ne consegue che le perdite diocesane siano aumentate, nel 2025, solo dello 0,71% e quelle lombarde siano lievemente calate (-1,06%) rispetto al 2024: ma il loro valore assoluto continua a rimanere spaventoso, avendo raggiunto i 3 miliardi 828 milioni di euro nell’intera Lombardia e i 2 miliardi 167 milioni di euro (esattamente un decimo di quanto si perde a livello nazionale) nei 440 comuni della Diocesi ambrosiana.

A livello territoriale, nelle sette Zone pastorali (scheda 2) e nei quattro comuni capoluogo (scheda 3) della Diocesi si vedono all’opera le medesime tendenze: marcato aumento del giocato complessivo (con sbilanciamento sempre più evidente a favore del gioco telematico, che in Diocesi vale quasi 8,5 miliardi di euro, +12,5%); parallelo aumento delle vincite; conseguente oscillazione delle perdite, che in alcuni casi aumentano in altri diminuiscono lievemente rispetto al 2024, ma rimangono comunque su valori assoluti esorbitanti (nella sola città di Milano, che coincide con la Zona pastorale I, le perdite ammontano a quasi 590 milioni di euro).


Gualzetti: «Comparto da regolamentare» 

In termini di gettito erariale, nel 2025 l’azzardo ha fruttato 10 miliardi 372 milioni di euro. Cifra rilevante, ma non confortante: intanto, perché non è in crescita rispetto al 2024, nonostante lo sia (come detto, +5%) la raccolta complessiva. In secondo luogo, perché si conferma la flessione dell’incidenza di quanto finisce nelle casse pubbliche rispetto al volume d’affari complessivo.

«Agli inizi del secolo il gettito fiscale arrivava quasi al 30% del volume d’affari del comparto, oggi siamo abbondantemente sotto il 10%. È politicamente, ma anche moralmente discutibile, che un comparto che provoca tanti guasti sociali contribuisca in modo tanto esiguo, e per di più decrescente, a sostenere la spesa pubblica e l’interesse collettivo», osserva Luciano Gualzetti, Presidente della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura di matrice ecclesiale e della Fondazione San Bernardino, promossa dalle Diocesi e dalle Caritas di Lombardia. «In generale, è politicamente e moralmente inaccettabile la tendenza a “normalizzare” l’azzardo, come fa per esempio il decreto di riordino del gioco fisico presentato dal Governo, senza che si ascoltino le vittime di un sistema che per molti significa dipendenza, disperazione, sovraindebitamento e, come su un piano inclinato, ricorso agli usurai. Il pur insufficiente apparato regolatorio sviluppatosi nello scorso decennio non va depotenziato, andrebbe semmai rafforzato. Non trascurando i troppi conti correnti svuotati, le case pignorate, le famiglie distrutte. Va respinto il tentativo di trasformare l’Italia nel casinò d’Europa: non siamo per chiudere il comparto, ma per regolamentarlo seriamente. Lo Stato torni a fare lo Stato, tutelando salute e risparmio dei cittadini, come da Costituzione».

Mapelli: «Questione di legalità» 

La piovra dell’azzardo legale, oltre a costituire un esempio di autolesionismo senza pari per la società e l’economia del Paese, intreccia peraltro i suoi tentacoli con quelli delle organizzazioni criminali. «L’esperienza – avverte don Massimo Mapelli, responsabile Caritas per la Zona pastorale VI (Melegnano) e presidente dell’Associazione Ucapte e della Libera Masseria di Cisliano (Mi), realtà impegnate nella lotta per la legalità – insegna che l’equazione “gioco legale = gioco sicuro” non regge: anni di inchieste dimostrano che le due forme di gioco coesistono e le abitudini e le dipendenze maturate con il gioco legale inducono molti a transitare in canali di gioco illegale. Se a ciò si aggiunge che, specie in certi territori, si ricorre all’azzardo legale per “ripulire” capitali illeciti, investendoli in luoghi, attrezzature e piattaforme di gioco, se ne ricava un’ulteriore conferma della necessità di regolamentare più efficacemente il settore».

Tossani e Selmi: «A disposizione dei territori» 

La battaglia per una più rigorosa regolamentazione dell’azzardo non deve però far trascurare l’esigenza di affrontare il fenomeno anzitutto sul piano educativo e culturale. «Proprio in nome di questa esigenza – intervengono Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana – abbiamo ritenuto di dare seguito all’elaborazione dei dati sull’azzardo, avviata da Caritas l’anno scorso. È uno sforzo che mettiamo a disposizione di parrocchie e realtà locali, che possono chiederci dati riferiti ai rispettivi Comuni e Decanati, per accrescere la consapevolezza delle comunità e imbastire, insieme a soggetti istituzionali e associativi, a cittadini e fedeli di buona volontà, iniziative in ambito territoriale. I nostri servizi e sportelli incontrano sempre più spesso persone la cui povertà, le cui fratture famigliari e la cui solitudine sono intrecciate a malsane forme di dipendenza dall’azzardo. La Chiesa e la Diocesi non possono né intendono sottrarsi a una sfida che sembra figlia di scelte esclusivamente individuali ed è invece frutto di condizionamenti di sistema, che sottomette la dimensione ludica dell’esperienza umana alla dimensione esclusiva del guadagno economico, che sospinge le donne e gli uomini del nostro tempo, anche quando giocano, a isolarsi in bolle di sterile autoreferenzialità, invece di immergersi in una sana e creativa relazionalità»

Le azioni del “Sistema Caritas” 

Il Sistema Caritas, nel tempo, ha sviluppato una serie di interventi atti a prevenire e contrastare i guasti sociali e culturali dell’azzardo, condotti sotto la propria responsabilità o all’interno di reti di collaborazione con altri soggetti territoriali. Diverse le azioni di sensibilizzazione, prevenzione, assistenza e supporto che sono state intraprese:
  •  avviato con il Comune di Milano e con l’Ats della Città Metropolitana, Caritas Ambrosiana gestisce uno Sportello per famigliari delle vittime dell’azzardo, che in 11 anni ha ascoltato, supportato e orientato persone appartenenti a circa 500 nuclei famigliari;
  •  promossa dalle diocesi e dalle Caritas lombarde, la Fondazione San Bernardino interviene in termini economici per rimediare ai danni finanziari procurati dai giocatori patologici alle rispettive famiglie. Agisce in collaborazione con soggetti che curano la dipendenza da gioco patologico (Area dipendenze di Caritas Ambrosiana, Ser.D. pubblici) e altri soggetti territoriali;
  •  Caritas Ambrosiana ha promosso e prodotto (insieme alla società Taxi1729) Breaking the Rules, un gioco (da tavolo) che mette in guardia dal gioco (d’azzardo). Dopo la presentazione pubblica, avvenuta nello scorso novembre, è in corso la sua diffusione a cittadini, parrocchie, istituzioni locali e scolastiche, realtà associative;
  •  Caritas, ma anche alcune cooperative sociali del Consorzio Farsi Prossimo e altri soggetti non profit vicini a Caritas (come le già citate Ucapte e Libera Masseria) partecipano a diversi progetti territoriali di contrasto dell’azzardo patologico e prevenzione della dipendenza da azzardo, in rete con istituzioni locali e altre realtà sociali;
  •  Tra le altre iniziative di advocacy e sensibilizzazione, Caritas Ambrosiana aderisce alla campagna nazionale, promossa da Caritas Italiana, Vince Chi Smette.


Info sui dati dell’azzardo in Diocesi e sulle iniziative del Sistema Caritas:
Sportello Dipendenze di Caritas Ambrosiana, tel. 02.76037261, dipendenze@caritasambrosiana.it

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Della Direzione: don Paolo Selmi ed Erica Tossani



 

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