Emergenza siriani, apre il nuovo centro di accoglienza

Suraya è stata la prima figlia dei profughi siriani giunti a Milano a nascere in città. Se la sua storia ha avuto un esito felice un po’ è stato merito degli operatori della cooperativa Farsi Prossimo di Caritas Ambrosiana.
 
«La mamma era arrivata in stazione centrale alla fine di aprile - racconta Desio De Meo responsabile del programma di accoglienza. Quando è arrivata da noi aveva una pancia enorme e ci siamo accorti subito che aveva bisogno di aiuto. Così l’abbiamo fatta visitare da una ginecologa volontaria che ci ha confermato quello che sospettavamo, cioè che il parto era imminente.  La mattina dopo l’abbiamo accompagnata in ospedale vincendo le resistenze della famiglia che voleva a tutti costi proseguire il viaggio e temeva che far nascere una bambina in Italia l’avrebbe costretta a farsi identificare». Alle 23 del 7 maggio all’ospedale San Carlo nasceva Suraya, una piccolina di 4 chili, in ottima salute. Qualche giorno fa la sua famiglia, (8 persone in tutto) è partita probabilmente per il Nord Europa, forse per la Svezia. Ma il suo nome (che significa speranza) è rimasto a Milano.  A memoria del dramma che sta vivendo un intero popolo, gli operatori e i volontari hanno voluto intitolare a Suraya il nuovo centro di accoglienza, aperto proprio nel giorno della sua nascita e che sarà inaugurato venerdì 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato.
 
La cerimonia di inaugurazione si svolgerà alle ore 16, in via Padre Carlo Salerio 51 Milano alla presenza della presidente della cooperativa Farsi Prossimo, Anna Maria Lodi, del direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo, dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino.
 
La struttura è collocata in un’ala dismessa di Casa Nazareth in via Padre Carlo Salerio 51 a Milano, un polo della solidarietà di proprietà della Suore della Riparazione. L’istituto religioso ha ceduto l’immobile in comodato d’uso per sette anni a Cooperativa Farsi Prossimo. Con risorse proprie la Cooperativa Farsi Prossimo, promossa da Caritas Ambrosiana, ha ristrutturato l’edificio convertendolo in un moderno centro di accoglienza che sarà, in particolare, destinato a nuclei familiari. Nella struttura un’equipe multidisciplinare offre agli ospiti anche un servizio di accompagnamento sociale. Terminata l’emergenza siriana, il centro sarà messo a disposizione per far fronte ai bisogni abitativi di altre categorie sociali deboli.
 
Il nuovo centro è stato aperto già lo scorso 7 maggio per dare ospitalità ai siriani, in particolare famiglie di passaggio da Milano, nell’ambito di una convezione firmata tra la cooperativa Farsi Prossimo, il Comune di Milano e la Prefettura. Da allora i suoi 100 posti sono sempre stati occupati. Negli ultimi giorni, con la nuova ondata di arrivi, il turn over degli ospiti si è intensificato: ogni sera vengono inviati al centro dai 20 ai 30 profughi
 
Dall’inizio dell’emergenza, ottobre 2013, Caritas Ambrosiana e la Cooperativa Farsi Prossimo hanno accolto oltre 3mila persone in diverse strutture: prima in via Novara, poi nell’ex scuola del Comune di via Fratelli Zoia, poi in via Monluè ed infine nell’ultimo mese nel complesso di via Padre Carlo Salerio 51 al quale si sono aggiunti recentemente di nuovo i posti dell’ex scuola di via Fratelli Zoia.
 
L’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha esortato i cittadini a riflettere sul dramma del popolo siriano. «Ricordiamo i siriani che in queste ore sono ospitati da Caritas Ambrosiana e le migliaia che attraversano il canale di Sicilia in condizioni disumane», ha detto il cardinale.
 
L’inaugurazione del centro “Suraya” si colloca nell’ambito delle iniziative organizzate in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. Il programma prosegue sabato 21 con un pomeriggio sportivo a Casa Monluè: i rifugiati ospiti del centro “La Grangia” e i volontari dell’associazione Centesimus Annus si sfideranno a scacchi, cricket e calcio in via Monulè 65 dalle ore 15. Alle ore 18,30 nella chiesa di San Bernardino alle monache via Lanzone 13 si terrà una veglia ecumenica di preghiera per le vittime delle migrazioni. In serata, dalle ore 21, nella sala Capitolare dell’Abbazia, in via Monluè 87, andrà in scena il monologo teatrale “La spremuta” sulla rivolta dei migranti a Rosarno di Beppe Casales.
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