Riaprono i Battenti i Cantieri della Solidarietà


RIAPRONO I BATTENTI I CANTIERI DELLA SOLIDARIETÀ DOPO LO STOP CAUSATO DAL COVID

QUEST’ANNO DESTINAZIONI SOLO IN ITALIA.

UNA SETTIMANA ALL’INSEGNA DELL’AMICIZIA, DEL CONFRONTO E DELLA CONDIVISIONE

CHIARA, 23 ANNI, STUDENTESSA:«UN’OTTIMA OCCASIONE PER RIMETTERE LA TESTA FUORI DAL GUSCIO IN CUI IL VIRUS CI HA RICHIUSO»

Dopo lo stop forzato dello scorso anno causato dalla pandemia di Covid-19, sono pronti a riaprire i battenti i Cantieri della Solidarietà.
I 53 ragazzi che vi hanno aderito rimarranno, tuttavia, in Italia. Il prolungarsi, infatti, dell’emergenza sanitaria ha consigliato di sospendere ancora le destinazioni all’estero e di ampliare l’offerta all’interno del nostro Paese.

Si accorceranno, quindi, le distanze geografiche, ma non gli orizzonti di questa proposta formativa all’insegna dell’amicizia, del confronto tra culture diverse e dell’aiuto ai più deboli. Un’occasione preziosa molto apprezzata, in particolare quest’anno, durante il quale tra didattica a distanza e luoghi di ritrovo chiusi per i lockdown, i giovani hanno vissuto lunghi periodi di isolamento.

Affinchè questa esperienza possa svolgersi anche in maniera responsabile, Caritas Ambrosiana ha esteso la convenzione in corso con l’Istituto Auxologico Italiano. In virtù di tale accordo che fino ad ora ha riguardato operatori e ospiti dei centri di accoglienza, sarà possibile offrire gratuitamente i tamponi molecolari anche ai partecipanti a questa iniziativa prima della partenza.

Campi residenziali riservati ai giovani tra i 18 e i 30 anni, i Cantieri si svolgeranno quest’anno tra luglio e agosto. Dureranno ognuno una settimana. Durante questo periodo di tempo i volontari affiancheranno gli operatori nello svolgimento delle attività a favore delle persone che assistono; incontreranno testimoni che hanno fatto dell’impegno civile una scelta di vita; avranno l’occasione di riflettere tra loro; vivendo dunque un’esperienza di solidarietà immersiva a tu per tu coi problemi e chi cerca di risolverli.   
    
In particolare a Casa Suraya, alla periferia Milano, conosceranno i profughi che sono ospitati nella struttura di accoglienza che prende il nome proprio da una bimba siriana nata durante uno dei primi arrivi alla Stazione Centrale delle famiglie in fuga dalla Paese mediorientale. A CasaArché si occuperanno dei bambini delle mamme sole accolte nelle coloratissime comunità di Quarto Oggiaro, dove ha sede la fondazione voluta da padre Giuseppe Bettoni. Ad Olgiate Olona in provincia di Varese e a Castellazzo di Basiano nel Milanese condivideranno l’esperienza di due comunità che hanno scelto di vivere secondo i principi di ecologia integrale promossi da papa Francesco con l’enciclica Laudato si’.  

E ancora, in Liguria, dove il Cantiere sarà itinerante, i volontari aiuteranno gli operatori delle Caritas delle diverse diocesi della regione nella distribuzione di viveri nei centri di accoglienza per migranti, saranno coinvolti in attività di animazione coi minori, parteciperanno a visite culturali e ambientali.

A Bisceglie, in Puglia, il programma prevede attività varie di volontariato a favore dei senza tetto e persone gravemente emarginate, laboratori formativi sul tema degli stili di vita, ambiente e cittadinanza attiva, visite di conoscenza culturale del territorio.
A Napoli, nel cantiere organizzato in collaborazione con la Pastorale giovanile della Diocesi di Milano, i volontari saranno coinvolti nella gestione dei diversi servizi offerti dalla Caritas della diocesi partenopea alle persone in stato di bisogno. 
 
«Quest’anno avrei dovuto iniziare la magistrale in cooperazione internazionale a Bologna, invece il Covid mi ha bloccato a casa: ho seguito le lezioni a distanza, ma mi è mancato moltissimo il confronto con i docenti e con i miei compagni, che è una parte fondamentale del percorso di studi specie in una disciplina come la mia che prepara ad un lavoro incentrato sulla relazione. Spero di recuperare questa estate, con l’esperienza che farò, grazie a Caritas, nei centri di accoglienza per migrati a Genova e a Ventimiglia. Mi pare un’ottima occasione per rimettere la testa fuori da guscio», racconta Chiara Casu, 23 anni, di Venegono Inferiore (Va).

📸Foto ©️Tiberio Mavrici

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