Tratta: le catene e la libertà

La tratta degli esseri umani è una piaga che riguarda l’intero pianeta. Secondo l’Onu, non esiste paese al mondo che non ne sia interessato, come territorio di origine, transito o destinazione degli schiavi contemporanei. Anzi, dopo un rallentamento del fenomeno negli anni della pandemia di Covid-19, il numero delle vittime ha ripreso ad aumentare. E purtroppo aumenta anche quello dei minori coinvolti in varie e aberranti forme di sfruttamento e riduzione in schiavitù.
 
In Italia il fenomeno riguarda migliaia di donne costrette a prostituirsi. Invisibili nella realtà, lo sono anche nel racconto dei media, quindi nel dibattito pubblico. Ma non sono scomparse: sono solo state trasferite dalle strade all’indoor (appartamenti, locali, connection house…) e all’online. Segregate e costantemente controllate, scontano per di più l’estrema difficoltà di chiedere aiuto.
 
Sono più visibili, invece, le moltissime persone costrette a condizioni di lavoro disumane. Producono il cibo che mangiamo, i vestiti che indossiamo, i cellulari che portiamo in tasca. Operano nei cantieri, nei lavori di cura, nella ristorazione. Sfrecciano lungo le strade come rider e fattorini. Le tecnologie digitali spesso accentuano controllo e sfruttamento di lavoratori e lavoratrici vulnerabili, soprattutto migranti (ma non solo), in particolare se impossibilitati a mettersi in regola.
 
Business illegale tra i più redditizi, con il traffico di droga e armi, la tratta degli esseri umani è appannaggio di gruppi criminali transnazionali, ma fiorisce anche grazie a un sistema economico-finanziario globale orientato al massimo sfruttamento delle persone.

Sul tema aprirà uno squarcio, grazie anche a interessanti testimonianze, il convegno promosso da Caritas Ambrosiana e Centro Missionario Pime di Milano in prossimità della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani.

L’appuntamento 2026 è per lunedì 9 febbraio. Grazie alla collaborazione con Ucsi Lombardia, la partecipazione farà maturare crediti per la formazione professionale dei giornalisti.

Per scaricare la locandina con il programma: La lunga strada verso la libertà

Il convegno è accreditato per la formazione professionale dei giornalisti
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