Tavolo Laboratorio di Comunità - 25.10.2025
Attività svolta
Su un cartellone diviso in due da una strada disegnata con scritto "stecca Sammartini e Parchetto Piccola Goccia", le persone sono invitate a scrivere su un post-it rosso le criticità e su un post-it verde le potenzialità di questi spazi, attaccandoli rispettivamente a sinistra o a destra della strada.

Incontro, inclusione e rigenerazione urbana
Quali potenzialità e criticità della «stecca» Sammartini e del parchetto «Piccola Goccia»? L’area attenzionata ha un grande potenziale di incontro, inclusione e rigenerazione urbana, ma attualmente penalizzata da degrado, insicurezza, mancanza di cura e di spazi di socialità attiva. Serve una strategia integrata che unisca pulizia / decoro urbano, sicurezza, animazione sociale e partecipazione di tutte e tutti coloro che abitano il quartiere per trasformare l’area in un vero luogo di relazione e bellezza condivisa.
🌱POTENZIALITÀ
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Luogo accogliente e verde: la zona è ricca di spazi verdi, tranquilla e piacevole, vicina al Naviglio e collegata ai trasporti.
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Spazio per l’incontro: presenza di molte persone e possibilità di sviluppare relazioni, dialogo, ascolto empatico e senso di comunità.
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Opportunità culturali e sociali: possibilità di organizzare attività musicali, artistiche (es. murales) e di animazione del quartiere.
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Inclusione e giustizia sociale: il luogo invita alla riflessione sulle disuguaglianze e può diventare simbolo di accoglienza senza pregiudizi.
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Servizi e comunicazione: la concentrazione di servizi può favorire la connessione tra cittadini e Istituzioni.
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Idee pratiche: più sorveglianza, bagni pubblici per chi dorme fuori, presenza del bibliobus e maggiore impegno di AMSA; la rigenerazione urbana potrebbe migliorare ordine, pulizia e illuminazione, con più alberi, panchine sistemate meglio e urbanistica tattica.
⚠️CRITICITÀ
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Degrado e insicurezza: sporcizia diffusa, rifiuti, auto ovunque, scarsa manutenzione e sensazione di pericolo, soprattutto per le donne.
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Presenza percepita come problematica: persone senza dimora viste come “non sicure”, generano paura e diffidenza.
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Mancanza di cura e controllo: assenza di figure di riferimento o “animatori sociali”, poca sorveglianza e scarso interesse da parte delle realtà presenti e delle Istituzioni.
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Scarsa conoscenza e partecipazione: molti non conoscono i servizi esistenti; prevalgono isolamento e mancanza di spazi di aggregazione.
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Troppe auto e confusione: mezzi parcheggiati in modo disordinato peggiorano vivibilità e estetica.
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Associazioni poco aperte: rischio di autoreferenzialità e scarso coinvolgimento della comunità.
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