In Italia si stima che siano almeno
30.000 le donne trafficate a scopo di sfruttamento sessuale.
Dal 1998 esiste una legge che dà loro l’opportunità di
lasciare la prostituzione e lo sfruttamento e di ottenere un permesso di soggiorno con il quale intraprendere un effettivo percorso di integrazione.
La Caritas Ambrosiana
è impegnata da più di vent’anni nell’aiuto alle donne vittime di tratta, attraverso servizi di contatto e di ospitalità.
I percorsi offerti alle donne hanno come obiettivo la piena autonomia, che può essere raggiunta solo
attraverso il lavoro. Il lavoro è una priorità anche in funzione del rinnovo del permesso di soggiorno.
Pe questo accompagnare le donne al lavoro significa dar loro la possibilità di percepire un reddito e non essere più dipendenti da nessuno, ma significa anche consolidare il loro status di immigrate regolari, prevenendo il rischio di tornare nel circuito dello sfruttamento.
I percorsi di inserimento lavorativo costituiscono quindi un tassello importante, per questo sono pensati specificatamente per andare incontro alle caratteristiche delle donne (solitamente con un bassa scolarità, che viene però ampiamente compensata da risorse personali e motivazione) e hanno come finalità l’assunzione.
Offrire un lavoro alle donne vittime di tratta significa renderle libere e consentire loro di costruirsi un futuro in Italia.
Per questo Caritas Ambrosiana ha lanciato su
catapult.org una raccolta fondi a favore del progetto
"Tracciare un percroso insieme" che è riuscito a raccogliere il denaro necessario per offire
tre borse lavoro a tre donne vittime della tratta e iniziare con loro la formazione professionale necessaria per iniziare una nuova vita. Nei prossimi mesi le donne riceveranno la formazione necessaria e saranno
avviate al mondo del lavoro per poter tornare a una vita normale.
Si ringrazia per la raccolta fondi