I venti di guerra che stanno soffiando in Iran e in tutto il Medio Oriente suscitano profonda preoccupazione.
La guerra non è mai la soluzione: anche noi di Caritas Ambrosiana sosteniamo insieme a tutta la rete Caritas l’appello del Papa per la pace attraverso il dialogo.
Riportiamo la dichiarazione di Caritas Internationalis per la situazione in Medio Oriente:
"questi atti di guerra aumentano la tensione, la violenza e l’instabilità nella regione, compromettendo le prospettive di pace, e costituiscono gravi violazioni della dignità umana, dello Stato di diritto e del Diritto Internazionale, incluso il Diritto Internazionale Umanitario, che protegge i civili e i non combattenti nei conflitti. Scuole, ospedali e aree civili densamente popolate, che dovrebbero essere luoghi di apprendimento, cura e sicurezza, sono spazi protetti dal Diritto Internazionale Umanitario; attaccarli deliberatamente o con negligenza è moralmente indifendibile e legalmente proibito.
In questo momento di rapida escalation delle tensioni regionali, Caritas esorta tutte le parti a fare immediatamente un passo indietro dall’orlo del baratro e a ridurre la tensione, ad astenersi da ulteriori azioni militari e a rispettare l’obbligo di proteggere i civili senza eccezioni. La perdita di vite innocenti, in particolare di bambini, richiede un’immediata moderazione e un rinnovato impegno per la diplomazia.
Nell’Angelus di oggi, rispondendo all’escalation di violenza in Medio Oriente, Papa Leone ha lanciato un forte appello alla stabilità e alla pace, che possono essere raggiunte solo attraverso un dialogo ragionevole e sincero.
Rivolgendosi direttamente a tutte le parti coinvolte, Papa Leone ha dichiarato:
«Di fronte alla possibilità di una tragedia di proporzioni immense, rivolgo un accorato appello a tutte le parti coinvolte affinché si assumano la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi un abisso incolmabile. La diplomazia ritrovi il suo ruolo proprio e sia tutelato il bene dei popoli, che aspirano a un’esistenza pacifica fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace.»
Caritas fa eco a questo urgente appello. Giustizia, moderazione e primato della vita umana devono guidare ogni decisione dei leader nazionali in questo momento critico. La comunità internazionale deve agire con rapidità per prevenire ulteriori perdite di vite innocenti e per garantire responsabilità, protezione e un autentico percorso verso la pace.”
A seguito dell’escalation delle ostilità tra Israele, Stati Uniti e Iran, Caritas Gerusalemme ha diffuso un aggiornamento in merito al rafforzamento di nuove misure di sicurezza:
“A seguito dell’escalation delle ostilità tra Israele e Iran e nel contesto delle crescenti tensioni regionali che coinvolgono anche gli Stati Uniti, Caritas Jerusalem ha elevato il proprio livello di sicurezza interno al Livello 4, che riflette un ambiente di sicurezza grave e altamente volatile. La situazione si è ulteriormente deteriorata la scorsa notte quando il fronte libanese è entrato ufficialmente in guerra, aprendo un ulteriore asse di confronto. Questo sviluppo è destinato ad aggravare ulteriormente un contesto regionale già fragile e altamente instabile.
Nell’ambito delle misure precauzionali adottate, tutto il personale con base a Gerusalemme e in Cisgiordania è passato al lavoro da remoto. Le restrizioni alla mobilità si sono intensificate in modo significativo, con la chiusura di tutti i checkpoint militari fino a nuovo avviso. Ciò ha di fatto interrotto gli spostamenti tra i governatorati, inclusi i principali valichi tra Gerusalemme e Betlemme e tra Betlemme ed Hebron, attualmente chiusi in entrambe le direzioni. Queste chiusure hanno compromesso la normale mobilità e il coordinamento tra le diverse sedi operative.
Nonostante l’aggravarsi della situazione, Caritas Jerusalem conferma che le proprie operazioni umanitarie a Gaza proseguono come previsto, con i team sul campo che continuano a garantire servizi essenziali nel rispetto di rigorosi protocolli di sicurezza. Inoltre, entrambi i nostri centri medici di Taybeh e Gaza restano pienamente operativi e continuano a fornire servizi sanitari fondamentali alle comunità vulnerabili, in condizioni difficili e ad alto rischio.
Il contesto di sicurezza generale rimane estremamente teso. Gerusalemme e altre grandi città sono soggette a continui lanci di missili e razzi, con ripetute sirene antiaeree e allerte di emergenza durante il giorno e la notte. I residenti trascorrono lunghe ore nei rifugi e l’interruzione del sonno è ormai diffusa a causa degli allarmi persistenti.
Caritas Jerusalem sta monitorando attentamente gli sviluppi e resta impegnata a garantire la sicurezza del proprio personale, continuando al contempo a servire le comunità più vulnerabili della regione.
In questo momento difficile, Caritas Jerusalem invita partner, sostenitori e amici in tutto il mondo a rimanere solidali e a unirsi nella preghiera per la pace, la stabilità e la protezione di tutti i civili in Terra Santa e nell’intera regione.”
Che questa spirale di violenza si fermi subito, prima che diventi una voragine irreparabile. Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promesso il bene dei popoli. La guerra non è mai la soluzione.