Campagne e azioni di advocacy


Da un lato il preoccupante allargamento degli scenari di guerre e conflitti armati, definiti da papa Francesco qualche anno fa con il termine di "terza guerra mondiale a pezzi".
Dall'altro il fronte compatto a livello nazionale, europeo e mondiale il cui motto è quello del "riarmo". Se papa Francesco era rimasto "scandalizzato" da chi chiedeva una spesa militare al 2% del PIL, oggi si parla di arrivare al 5%. Dopo 10 anni di crescita della spesa militare, chiudiamo il 2025 con un aumento record. Perché dobbiamo essere pronti quando saremo attaccati.
Posizioni e scelte politiche supportate da una campagna mediatica martellante a senso unico, con l'evocazione del ritorno alla leva obbligatoria. E con ministri e generali di vari Paesi europei che da mesi iniziano a dire che prima o poi toccherà anche ai nostri figli.

Non crediamo di essere sotto attacco.
Non crediamo si debba aumentare la spesa militare ma che occorra investire di più nella costruzione della pace, a partire dalla spesa per l'educazione, la salute, la salvaguardia del Creato, l'accoglienza di chi fugge da guerre, conflitti violenti, disastri causati dai cambiamenti climatici, povertà generata da ingiustizie e violazioni dei diritti umani.
Crediamo che occorra inseguire con maggior determinazione la via del dialogo negoziale.
Siamo altresì convinti che occorra recuperare la forza del diritto internazionale per evitare la prevaricazione dei potenti.

Per tutto questo siamo convinti che sia importante costruire una cultura di PACE, di obiezione alla guerra, di una organizzazione politica della pace e la creazione di una difesa popolare nonviolenta. 
E che sia sempre più urgente fermare il riarmo. 

Sono gli obiettivi delle campagne che presentiamo di seguito. 
Proposte da conoscere e a cui è possibile aderire singolarmente o come istituzione (parrocchia, associazione, ...).


1. Aderisci alla campagna di Obiezione alla guerra "Leva la leva":

rilanciamo la campagna coordinata dal Movimento Nonviolento che propone ai cittadini maggiorenni, in particolare a quelli in età di leva dai 18 ai 45 anni, agli obiettori di coscienza in congedo e a chi ha svolto, ragazzi e ragazze, il servizio civile sostitutivo (nazionale o universale) di affermare il proprio NO alla guerra e di investire in proposte per soluzioni pacifiche e nonviolente dei conflitti. La campagna sostiene al contempo obiettori di coscienza e renitenti alla leva in Ucraina, Russia, Bielorussia ed Israele.

Vai alla pagina dedicata sul sito del Movimento Nonviolento 

Firma la tua dichiarazione di obiezione alla guerra diretta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano.



2. Ministero della Pace.
Una scelta di Governo:
Si vis pacem, para pacem.
Ovvero se vogliamo la pace, prepariamo la pace. 

La pace è un progetto di democrazia e necessita di un luogo istituzionale a ciò dedicato. Già nel secondo dopoguerra Alcide De Gasperi sostenne l'idea di dare vita al Ministero della Pace, mentre il Ministero della Guerra veniva sostituito dai Ministeri della Difesa e degli Interni.
Negli anni Ottanta don Oreste Benzi scrisse che "gli uomini hanno sempre organizzato la guerra; è ora di organizzare la pace".

Caritas Ambrosiana rilancia la campagna "Ministero della Pace. Una scelta di Governo" lanciata da Fondazione Fratelli Tutti, Azione Cattolica Italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dalle ACLI nazionali.
La campagna prevede la istituzione di un Ministero della Pace, articolato in 5 Dipartimenti, che si occupi dell'attuazione di politiche strutturale e concrete, realizzabili fin da subito, per la costruzione della pace. 

Visita il sito della campagna
Scarica l'organigramma della proposta



3. Un'altra difesa è possibile:
Sarà lanciata entro fine febbraio 2026 una nuova fase della campagna "Un'altra difesa è possibile": si attiverà una raccolta firme per una nuova legge di iniziativa popolare.
Obiettivo: costituire un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie rafforzando le componenti esistenti (Servizio Civile, Corpi civili di pace, Protezione civile) e creando un Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. 
Una proposta che potrà essere finanziata direttamente dai cittadini attraverso l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Per saperne di più invitiamo a visitare il sito della campagna



4. Le campagne sul disarmo:

Campagna FERMA IL RIARMO
Di fronte al continuo e preoccupante aumento delle spese militari, la campagna FERMA IL RIARMO (promossa da Fondazione PerugiAssisi, Greenpeace Italia, Rete Italiana Pace Disarmo, Campagna Sbilanciamoci!) chiede:
* Riduzione nazionale ed internazionale della spesa militare, con creazione di nuovi percorsi di disarmo;
* Utilizzo delle risorse liberate dalla spesa militare per spese sociali, ambientali e per il rafforzamento degli strumenti di pace;
* Tassazione degli extra profitti dell'industria militare;
* Diminuzione dei fondi destinati alle missioni militari all'estero;
* Aumento dei controlli su influenza indebita dell'industria militare su bilancio ed export militare. 

Per approfondire clicca qui

Scarica le infografiche 







5. Gli appelli per la difesa della legalità e del diritto internazionale


Caritas Ambrosiana ha aderito all'appello lanciato tra gli altri da Fondazione Perugia Assisi e dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca dell'Università di Padova per la difesa della legalità e del diritto internazionale.
"L'attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela è la certificazione della orrificante legge del più forte. E' l'ennesima sfacciata aggressione alla legalità, al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Un altro atto criminale ed eversivo, politicamente indifendibile e moralmente intollerabile. Un altro spaventoso passo nell'abisso della Terza Guerra Mondiale. Non possiamo andare avanti così !"

Approfondisci sul sito della Perugia Assisi

Scarica e aderisci all'appello di difesa della legalità e del diritto internazionale

Scarica l'appello di non adesione al Board of Peace



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Della Direzione: don Paolo Selmi ed Erica Tossani



 

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