Si vis pacem, para pacem.
Ovvero se vogliamo la pace, prepariamo la pace.
La pace è un progetto di democrazia e necessita di un luogo istituzionale a ciò dedicato. Già nel secondo dopoguerra Alcide De Gasperi sostenne l'idea di dare vita al Ministero della Pace, mentre il Ministero della Guerra veniva sostituito dai Ministeri della Difesa e degli Interni.
Negli anni Ottanta don Oreste Benzi scrisse che
"gli uomini hanno sempre organizzato la guerra; è ora di organizzare la pace".
Caritas Ambrosiana rilancia la
campagna "Ministero della Pace. Una scelta di Governo" lanciata da Fondazione Fratelli Tutti, Azione Cattolica Italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dalle ACLI nazionali.
La campagna prevede la istituzione di un Ministero della Pace, articolato in 5 Dipartimenti, che si occupi dell'attuazione di politiche strutturale e concrete, realizzabili fin da subito, per la costruzione della pace.
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3. Un'altra difesa è possibile:

Sarà lanciata entro fine febbraio 2026 una nuova fase della
campagna "Un'altra difesa è possibile": si attiverà una raccolta firme per una nuova legge di iniziativa popolare.
Obiettivo: costituire un
Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie rafforzando le componenti esistenti (Servizio Civile, Corpi civili di pace, Protezione civile) e creando un Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
Una proposta che potrà essere finanziata direttamente dai cittadini attraverso
l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.
Per saperne di più invitiamo a
visitare il sito della campagna
4. Le campagne sul disarmo:
Campagna FERMA IL RIARMO

Di fronte al continuo e preoccupante aumento delle spese militari, la
campagna FERMA IL RIARMO (promossa da Fondazione PerugiAssisi, Greenpeace Italia, Rete Italiana Pace Disarmo, Campagna Sbilanciamoci!) chiede:
* Riduzione nazionale ed internazionale della spesa militare, con creazione di nuovi percorsi di disarmo;
* Utilizzo delle risorse liberate dalla spesa militare per spese sociali, ambientali e per il rafforzamento degli strumenti di pace;
* Tassazione degli extra profitti dell'industria militare;
* Diminuzione dei fondi destinati alle missioni militari all'estero;
* Aumento dei controlli su influenza indebita dell'industria militare su bilancio ed export militare.
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5. Gli appelli per la difesa della legalità e del diritto internazionale