"La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante".
Questo il titolo del Messaggio per la 59a Giornata Mondiale della Pace, il primo di Papa Leone XIV.
Il messaggio è stato presentato giovedì 18 dicembre dal cardinale Michael Czerny (prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale), insieme al prof. Tommaso Greco (prof. in Filosofia del diritto dell'Università di Pisa), a don Pero Milicevic (parroco di Mostar, Bosnia) e a dott.ssa Maria Agnese Moro (giornalista, figlia di Aldo Moro).
Il cardinal Czerny ha introdotto questo primo messaggio di papa Leone dicendo che "è una riflessione che va ben oltre la politica o la strategia. Esso colloca la pace nella sua sede primaria, il cuore umano, indipendentemente dalla sua fede" e "sottolinea l’importanza di intraprendere il disarmo del proprio cuore, nonostante la tentazione di abbandonare del tutto il desiderio di pace." Ed aggiunge che ci sono "enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati nella preparazione e nella conduzione delle guerre."
Nel suo intervento il prof. Greco ha sottolineato che papa Leone è convinto che "la pace è una precondizione per pensare le relazioni umane". Scegliere la pace significa "difendere il diritto internazionale, ricordando che la sua efficacia non passa prima di tutto dall’uso della forza, bensì dalla consapevole adesione degli Stati in un rapporto di reciproco e sempre rinnovato riconoscimento; cercare sempre e in ogni forma il dialogo, ricordando che esso va perseguito proprio là dove appare più difficile; orientare le nostre politiche educative, formative e informative in maniera tale da privilegiare il bene della pace e della fraternità, anziché adattarle per portare i giovani e i popoli ad ‘ammirare’ ciò che è impiego della forza e che si esprime attraverso la forza; ultimo, ma non ultimo, non alimentare il folle gioco del riarmo."
La dott.ssa Moro, partendo dalla propria esperienza famigliare e professionale, ha evidenziato che "nessuna vera pace si raggiunge solo con il tacere delle armi. Perché la pace sia reale e duri bisogna disinnescare anche i meccanismi mentali ed emotivi che sono alla base di qualsiasi atto di violenza e le scorie radioattive che la violenza irreparabile, agita o subita, porta con sé. La giustizia riparativa, che il Papa cita nel suo messaggio come strumento da sostenere e incrementare, può aiutare a farlo con la capacità che ha di riportare umanità dove hanno regnato la disumanizzazione e le sue conseguenze."
Scarica l'infografica del dicastero sulla presentazione del messaggio
Guarda qui sotto il video di presentazione del messaggio preparato dal Dicastero per il Servizio delle Sviluppo Umano Integrale:
Per una visione integrale della conferenza stampa di presentazione del messaggio si rimanda al video qui sotto:
Qui di seguito segnaliamo due articoli di commento al messaggio:
- un articolo pubblicato sul sito Vatican News:
Il Papa: la pace non è un'utopia. No al riarmo, si risveglino le coscienze
- un articolo di Avvenire:
Il Papa: scandaloso riarmarsi per preparare la pace
Aggiungiamo anche due articoli di inizio gennaio:
il primo è il Discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede presentato nell'udienza del 9 gennaio 2026:
L'allarme del Papa: diritti umani e libertà oggi in crisi, dilaga un fervore bellico
il secondo è un articolo di Francesco Vignarca su Avvenire del 9 gennaio 2026:
La spesa militare toglie risorse allo sviluppo e alla pace
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La Giornata Mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata ogni anno il primo gennaio. Il Messaggio del Papa viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo e segna anche la linea diplomatica della Santa Sede per l'anno che si apre.