A Milano sboccia la "Margherita"

Ogni anziano desidera invecchiare serenamente a casa propria, nel quartiere dove abita da tutta la vita, nella via dove conosce ogni negozio. Non è un desiderio impossibile, anche quando le condizioni di salute sembrerebbero rendere inevitabile un ricovero. A patto che intorno alla persona esistano servizi flessibili, integrati, facilmente accessibili.

A Milano parte un progetto sperimentale che intorno alla persona anziana costruisce una rete di supporto in grado di rispondere a una vasta gamma di bisogni. L’hanno chiamato “Margherita”, un nome suggestivo, che spiega la filosofia del progetto. L’anziano sta al centro, nella corolla del fiore. I petali sono la gamma di servizi offerti.

Il progetto coinvolge 9 quartieri ( Città studi, Sarpi, Ghisolfa, Portello, Villapizzone, QT8 e Musocco-Maggiore, Affori e Bruzzano) di tre zone differenti della città (Zona 3, Zona 8, Zona 9) per una popolazione complessiva di quasi 170mila persone. I servizi offerti vanno dalla ricerca della badante ad attività culturali e ricreative, dalla consegna dei pasti a domicilio all’accompagnamento dal medico. Servizi non nuovi, per la verità. In parte già esistenti in alcuni di quei quartieri. Rispetto al passato, però, potranno essere richiesti ovunque, cioè anche in quelle zone dove prima non venivano offerti, e da tutti, comprese quelle persone anziane che non rientrano nei requisiti del Comune. Ed infine, non bisognerà girare da un ufficio ad un altro. Sarà possibile trovare la riposta che si cerca in un solo luogo, presente in ognuna delle tre zone.

L’iniziativa, finanziata da Fondazione Cariplo, è realizzata con il coordinamento di Caritas Ambrosiana, dalle Onlus Bethlem e Fondazione Aquilone, già attive da anni in alcuni dei quartieri oggetto dell’intervento.
 

Come funziona

Fulcro del progetto sono i cosiddetti “punti di prossimità”. Simili a negozi, ben visibili sulla strada, i punti di prossimità sono al tempo stesso luoghi d’incontro e di socializzazione per gli anziani, ma anche sportelli, dove richiedere prestazioni domiciliari specialistiche, offerte dal pubblico e dal privato sociale. Gli anziani e i loro familiari trovano tutte le risposte che cercano in questi punti. Gli sportelli sono tre e si trovano in via Donatello, 27, 0239430251 “La tenda”, (Zona 3), Via Pacinotti, 8 0289919333 “Bethlem” (Zona 8), Piazza Bruzzano, 8, 026465818 “Il cortile”, (Zona 9). I tre punti di prossimità lavorano in stretta collaborazione con il comune di Milano, alla “Tenda” e al “Cortile” collaborano i volontari della parrocchia di S. Giovanni in Laterano e dell’ Ass. VSP di Bruzzano.
 

Che cosa offre

 Margherita ha otto petali, vale a dire otto differenti tipologia di servizi. Alcune prestazioni erano già disponibili in alcune zone. Ora lo sono in tutte. Altri servizi erano disponibili solo per gli anziani soli e deprivati economicamente. Ora le stesse opportunità sono offerte a tutti ma, in questo caso, a fronte di un piccolo contributo economico a copertura delle spese di gestione.
1. Informazioni. Prima di tutto al punto di prossimità si viene per chiedere aiuto. Operatori competenti ascoltano e cercano la migliore risposta possibile alle necessità di cura dell’anziano e ai bisogni dei suoi familiari, tenendo conto delle risorse del quartiere offerte sia dal Comune sia dal privato sociale: cooperative, fondazioni, associazioni di volontariato anche non facenti parte direttamente del progetto.
2. Collegamento ed invio ad altri servizi. Per tale ragione i centri di prossimità sono anche la porta di accesso all’intera rete assistenziale. Gli anziani da qui possono essere inviati ai centri diurni del pubblico e del privato sociale e ai servizi socio sanitari dell’Asl
3. Servizi domiciliari di supporto. Rientrano in questa categoria la consegna dei pasti a domicilio e dei farmaci, ma anche servizi di pulizia e piccola manutenzione. Grazie al progetto Margherita anche la consegna dei pasti a domicilio è implementata. Il servizio è, infatti, attualmente offerto gratuitamente ai soli anziani segnalati dai servizi sociali perché soli, non pienamente autosufficienti e senza una valida rete famigliare di sostegno. Ora invece esteso, in forma privata e con tariffe agevolate, anche per chi è fuori dalla categorie protette. Inoltre con un piccolo contributo per il carburante, si può richiedere la consegna dei farmaci a domicilio e l’accompagnamento in auto per le visite mediche. Grazie alla collaborazione con una cooperativa sociale è possibile ottenere interventi di piccola manutenzione domestica, o anche interventi di ristrutturazione, come ad esempio la rimozione delle barriere architettoniche.
4. Prossimità, volontariato e aiuto. Gli operatori dei punti di prossimità offrono gratuitamente un servizio di monitoraggio attraverso periodiche telefonate di cortesia alla persona anziana, visite a casa, assistenza per disbrigo pratiche e compagnia.
5. Attività di gruppo, incontro con gli altri. I tre punti di prossimità sono anche altrettanti spazi di incontro che offrono ognuno un variegato calendario di attività creative, culturali e laboratori ali.
6. Prestazioni specialistiche. I centri di prossimità della Margherita sono in grado di offrire sostegno socio-sanitario domiciliare attraverso personale professionale anche per quegli anziani che non beneficiano dei servizi pubblici perché non ne hanno i requisiti.
7. Lavoro di cura in famiglia. Nei centri della Margherita i familiari sono aiutati nella ricerca e selezione della badante. In questo caso il servizio è offerto in virtù di una convezione con il Consorzio Mestieri, ente autorizzato all’attività d’intermediazione di lavoro in ambito domiciliare. Inoltre è offerto anche il supporto amministrativo per la contrattualizzazione e la gestione del rapporto di lavoro con l’assistente familiare assunta, l’inserimento e l’affiancamento della assistente familiare nella famiglia.
8. Formazione e sensibilizzazione. I centri di prossimità sono anche luoghi di studio e apprendimento. Corsi di formazione sono offerti non solo a operatori e volontari, ma anche ai familiari, quelli in particolare coinvolti più direttamente nella cura dell’anziano.

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Del Direttore: 
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