La prostituzione cresce: serve una agenzia nazionale anti-tratta

«La percentuale delle donne che denunciano i propri sfruttatori è ancora bassa, ma potrebbe essere incrementata se si implementassero i programmi di accoglienza e protezione previsti dall’articolo 18 del testo unico sull’immigrazione attraverso anche la creazione di un’Agenzia nazionale anti-tratta. Spiace, invece constatare che il dibattito pubblico sulla prostituzione è stato deviato da una campagna d’opinione contro la legge Merlin e a favore di una qualche forma di regolamentazione del mercato del sesso», osserva don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana.
 
Della dimensione criminale del mercato del sesso e i sui intrecci con le mafie internazionali si parlerà, domani, giovedì 9 ottobre, al convegno “Sfruttamento sessuale. Cultura, economia, criminalità”, promosso da Caritas Ambrosiana e i sindacati CGIL, CISL, UIL di Milano nell’ambito del Forum permanente sulla prostituzione. L’incontro si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30, in Sala Alessi del Comune di Milano (Piazza della Scala 2).
 
Interverranno l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, Ivana Brunato (Forum Permanente sulla Prostituzione), Luisa Rosti (Università degli Studi di Pavia), Luisa Leonini (Università degli studi di Milano), Fabrizio Maronta (giornalista di Limes), Alessandro De Lisi (Progetto San Francesco), Ester Nocera (magistrato), Stefano Carugo e Fabio Pizzul (consiglieri della Regione Lombardia).
 
Oltre all’assistenza in strada, alcune organizzazioni non profit, come le cooperative promosse da Caritas Ambrosiana, offrono alle donne che vogliono uscire dal racket accoglienze in strutture ad indirizzo protetto. Dall’osservazione degli operatori dell’unità di strada Avenida della Caritas Ambrosiana emerge che il giro di vite contro la prostituzione sulle strade, in nome del decoro, è fallito. Passata la paura delle multe, le donne costrette a prostituirsi sono tornate lungo le principali direttrici del traffico cittadino. La tratta non si è arrestata, anzi, pare diventata ancora più raffinata e potente.  Le organizzazioni criminali che la gestiscono sono più ramificate di prima, con forti collegamenti internazionali, capaci di gestire contemporaneamente più traffici illeciti: prostituzione, droga, immigrazione clandestina.
«Come purtroppo dimostrano anche altre esperienze europee – continua don Davanzo, anticipando la riflessione di domani –, creare quartieri a luci rosse dove poter esercitare liberamente la prostituzione, non impedisce alle organizzazioni criminali di prosperare». D’altro canto, anche le multe contro i clienti e le prostitute, sono risultate una misura fallimentare. «Applicate in altri paesi e sperimentate anche in parte in Italia per iniziativa di qualche Comune nel recente passato, hanno dimostrato di non essere affatto un efficace deterrente», ragiona il direttore di Caritas Ambrosiana. Secondo il quale «la sola strada è sciogliere il vincolo che lega le donne ai loro sfruttatori, aiutarle e favorire le denunce, incontrale e far capire che non sono sole e che possono chiedere aiuto. Così si potranno anche aggredire le organizzazioni criminali e aiutare le ragazze che ne sono vittima».
 
«Inoltre – aggiunge don Davanzo – occorre interrogarsi sulla domanda di sesso a pagamento. Il fatto che la prostituzione sia il mestiere più antico del mondo non può spingerci a buttare la spugna nel grande sforzo educativo che occorre affrontare soprattutto con i clienti».
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