Presentazione Rapporto Povertà 2020

In tre mesi 9mila impoveriti dal Covid nella diocesi di Milano. Donne e immigrati la maggioranza. Un terzo sono cassaintegrati che hanno ricevuto indennità in ritardo e troppo basse.

Gualzetti: «Rivedere il sistema di ammortizzatori e aiuti in vista di nuove chiusure o il welfare della Caritas non reggerà»

Richiedi gratuitamente il volume "La povertà nella Diocesi Ambrosiana - Dati 2019" in formato PDF


Sono quasi 9mila gli impoveriti da Covid che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana nelle diocesi di Milano nei tre mesi del lockdown. Sono per lo più donne, immigrati, hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e una bassa scolarità. Un terzo di loro non è stato in grado di assolvere alle necessità familiari più elementari, dalla spesa alimentare al pagamento di bollette e affitti, anche se ha avuto diritto alla cassa integrazione. È quanto emerge da una proiezione di un’indagine contenuta nell’ultimo rapporto “La povertà nella Diocesi ambrosiana” che è stato presentato il 28 ottobre nel corso di un incontro on line.


RIVEDI LA DIRETTA STREAMING




«Gli ammortizzatori sociali si sono rivelati strumenti troppo deboli e inefficienti. Le indennità sono arrivate troppo tardi e sono state comunque troppo modeste per il costo della vita specie a Milano. In vista di nuove chiusure che si profilano per contenere la nuova ondata di contagi andrà tenuto presente. Se non vogliamo che la crisi sociale esploda in maniera conflittuale dovremo rivedere il sistema di aiuti», osserva Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana.   

Quanti sono

Tra il 25 marzo e il 31 luglio 2020 si sono presentati in 84 centri di ascolto della Caritas Ambrosiana 1774 persone che hanno visto drammaticamente peggiorare la loro condizione a causa delle misure contenimento del virus. Proiettando questo numero sul totale dei centri di ascolto (390) è possibile stimare che siano poco meno di 9mila (8.870) le vittime collaterali del lockdown che devono ricorrere alla rete di assistenza della Caritas.

Chi sono

Analizzando il campione emerge il profilo degli “impoveriti da Covid”.
Le donne sono il 59,3%, gli immigrati il 61,7%. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (58,4%). La maggioranza (55%) è costituita da coniugati, da persone con bassa scolarità (62,9%). I disoccupati rappresentano il 50%, gli occupati il 34%.


Cassaintegrazione in ritardo e insufficiente

Proprio quest’ultimo dato è il più rilevante. Infatti, mentre tra gli utenti dei centri di ascolto i titolari di un contratto di lavoro sono in media un quinto (nel 2019, il termine di paragone più vicino, erano il 19%), durante il lockdown sono saliti a un terzo (33,4%) per lo più a causa del ricorso al sistema di aiuti della Caritas da parte degli occupati titolari di cassa integrazione.

Il significativo aumento dei cassaintegrati è dovuto, da un lato, al ritardo con cui sono arrivati gli indennizzi, dall’altro dagli importi modesti delle stesse indennità calcolate su stipendi base troppo scarsi rispetto al costo della vita soprattutto nelle aree metropolitane della diocesi.


Chi ha sofferto di più

A pagare il prezzo più alto al lockdown sono stati i più poveri: quasi una persona su due (il 42,3%) tra le persone che sono ricorse ai centri di ascolto nei tre mesi della quarantena ha sofferto le conseguenze del blocco delle attività economiche. I lavoratori più colpiti sono stati quelli impiegati nei settori della ristorazione (lavapiatti, camerieri), ospitalità (custodi, cameriera ai piani) e della cura alla persona (colf e badanti).

Il caso dei filippini

Proprio quest’ultimo dato è confermato dalla crescita tra gli utenti dei centri di ascolto degli appartenenti a una delle nazionalità più impiegate in queste mansioni, quella filippina: immigrati storicamente presenti soprattutto in città e ben integrati nei tre mesi del lockdown sono arrivati a rappresentare il 17,2%, il primo gruppo etnico, mentre nel 2019 erano solo l’1% degli immigrati assistiti dai centri di ascolto.

L’esame di 65 storie di impoverimento da Covid scelte a caso tra il campione preso in considerazione fa emergere la profondità dello stato di sofferenza in cui si trovano le famiglie. Il disagio economico si somma alla malattia difficilmente gestibile in contesti familiari già provati, in abitazioni troppo anguste per permettere un efficace isolamento dei contagiati. In alcuni casi poi l’assenza o il calo dei redditi rende queste famiglie incapaci di pagare affitti o utenze domestiche e li espone al rischio di sfratti.

Le persone aiutate dalla rete Caritas

In questo cotesto i centri di ascolto e i servizi della Caritas si sono rivelati un’essenziale rete di protezione. Grazie alla collaborazione di nuovi volontari giovani e alla collaborazione con altri enti, soprattutto i Comuni, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana anche durante i mesi più duri della quarantena sono rimasti sempre operativi pur con nuove modalità operative (ascolto telefonico, consegne a domicilio). In questo modo, nei tre mesi del lockdown, il sistema di welfare della Caritas Ambrosiana ha distribuito pasti a domicilio a 18.092 persone, dispositivi sanitari e igienizzanti a 5.564 famiglie, ha offerto supporto psicologico a 359 soggetti deboli, assistenza per la didattica a distanza a 359 alunni e studenti, ha rifornito di pc e strumenti informatici 98 doposcuola parrocchiali.    

«Dopo quella del 2008, le cui conseguenze sono ancora visibili, questa nuova crisi sta mostrando l’estrema fragilità del nostro sistema economico e sociale. Da anni accettiamo passivamente la presenza di sacche di marginalità e povertà nei nostri territori e diamo per scontato che lo sviluppo abbia come inevitabile corollario la precarietà e l’assenza di diritti e tutele. Se vogliamo andare avanti senza lasciare indietro nessuno non potremo più accettarlo», osserva Gualzetti.  

Richiedi gratuitamente il volume "La povertà nella Diocesi Ambrosiana - Dati 2019" in formato PDF

Scarica le slide proiettate durante la presentazione



newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter
Numero dedicato donatori 0240703424
EVENTI E INIZIATIVE
30/09/2021
Iniziative

INFO VOLONTARIATO

Incontro online sul volontariato

13/10/2021
Iniziative

Non più loro, ma noi

Webinar di presentazione della nuova Consulta diocesana Comunità cristiana e disabilità – O tutti o nessuno mercoledì 13 ottobre 2021, ore 20.30 - 22.30

22/09/2021
Iniziative

Rassegna cinematografica "Cinema e cibo" a Lecco 22-26 settembre 2021

Avrà a luogo a Lecco nei Quartieri del Terzo Paradiso dal 22 al 26 settembre la Rassegna cinematografica "Cinema e cibo", cinque cene e film sul Cinema er Cibo nelle piazze e nei cortili condominiali dei QTP di Lecco

21/09/2021
Iniziative

Attraversare il Margine - Nuovi cittadini senza dimora e grave emargin ...

Corso di formazione: ATTRAVERSARE IL MARGINE - Nuovi cittadini senza dimora e grave emarginazione adulta. Dal 21 settembre al 2 novembre 2021 in presenza e in diretta sulla piattaforma Zoom. Iscriviti gratuitamente...

EDITORIALE

Del Direttore: 
Luciano Gualzetti



 
50 anni di Caritas. Ma la pandemia ci ha messo in crisi

In occasione delle celebrazioni per i 50 anni della Caritas in Italia, le Caritas delle diocesi lombarde hanno pubblicato un report sull’aumento della povertà causato dalla pandemia.

.... Leggi qui

IN EVIDENZA
Iniziative
Non più loro, ma noi

Webinar di presentazione della nuova Consulta diocesana Comunità cristiana e disabilità – O tutti o nessuno mercoledì 13 ottobre 2021, ore 20.30 - 22.30

Numero dedicato donatori
Vuoi fare del bene? Chiamaci...

02.40703424 è il nuovo numero da chiamare per sapere come fare del bene... meglio! Chiama il nostro numero dedicato ai donatori Caritas, riceverai tutte le info ...

Progetti in evidenza
La nostra offerta