È stato, per il Venezuela, il sisma più distruttivo degli ultimi cento anni. Ed è ormai trascorso un mese (era il 24 giugno) dal giorno in cui il “doppio terremoto” (scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 della scala Richter) ha liberato un’energia sismica capace di determinare, nella regione centro-settentrionale del paese sudamericano, diffuse devastazioni infrastrutturali e un’acuta crisi umanitaria. Il bilancio ufficiale della tragedia rimane in aggiornamento, con numeri drammatici: oltre 5 mila morti, migliaia di persone tuttora disperse, quasi 17 mila feriti, oltre 20 mila persone rimaste senza casa ancora oggi costrette a vivere in più di 100 campi transitori.
La macchina della solidarietà, nonostante le profonde fragilità economiche e politiche che segnano il Venezuela, si è però messa all’opera con prontezza. In essa, fa la sua parte Caritas Venezuela, sostenuta dalla rete internazionale Caritas. L’organismo ecclesiale ha avviato la campagna Tras el temblor, el amor (“Dopo la scossa, l’amore”), imperniata sul modello operativo “Plan 24x24”, che garantisce una gestione trasparente ed efficiente degli aiuti: una parte dell’organizzazione riceve e classifica le donazioni, l’altra si occupa della distribuzione immediata, assicurando che nulla rimanga fermo nei magazzini. Così, su oltre 19 mila tonnellate di aiuti ricevuti o acquistati localmente a metà luglio, l’84% era già stato consegnato a comunità e persone terremotate.
La distribuzione si è concentrata sui beni vitali: sono stati consegnati acqua (43%), cibo (41%), prodotti per l’igiene (10%), indumenti (6%). Per massimizzare equità e velocità degli aiuti, Caritas a metà luglio aveva distribuito a famiglie 10.820 kit alimentari da 4,42 chili ciascuno (con riso, pasta, farina e legumi) e 6.988 kit igienici da 5,33 chili (con sapone, cloro e compresse potabilizzatrici); a ospedali e centri sanitari, costretti a operare in condizioni di saturazione critica, erano invece state consegnate 96.156 unità di medicinali. Lo sforzo è reso possibile da una rete capillare di 10 mila volontari, distribuiti in 35 sedi diocesane; al loro lavoro si affianca l’opera di “primo soccorso psicologico e spirituale”, cui partecipano religiosi, sacerdoti e anche vescovi, che offrono ascolto e consolazione a chi ha perso familiari e mezzi di sussistenza, in una fase in cui lo stress post-traumatico è altissimo a causa delle oltre 1.275 repliche sismiche registrate in un mese.
Ora l’attività Caritas sta entrando in una “fase mista”: gli aiuti d’emergenza si intrecciano con i primi interventi volti alla riabilitazione e alla ricostruzione. Nelle regioni terremotate si stima che siano necessarie 25 mila nuove case: Caritas collabora al Registro Único de Vivienda, censimento nei campi transitori per identificare danni strutturali e bisogni reali dei terremotati. Sul fronte igienico-sanitario, il rischio di epidemie resta elevato a causa dei danni alle condutture idriche: Caritas collabora a installare latrine d’emergenza e potenziare i sistemi di potabilizzazione.
Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Italiana,
ha inviato 100 mila euro per contribuire al lavoro di Caritas Venezuela,
che sosterrà anche in futuro. Per questo motivo, ha diffuso materiali informativi alle parrocchie della Diocesi di Milano, invitandole a partecipare alla
Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela, indetta dalla Conferenza episcopale italiana
per domenica 26 luglio. Le donazioni raccolte durante le messe (non beni materiali, problematici da trasferire) saranno destinate agli obiettivi che la rete internazionale assegnerà a Caritas Ambrosiana.
ALTRE MODALITÀ DI DONAZIONE
IN POSTA C.C.P. n. 000013576228 intestato a Fondazione Caritas Ambrosiana
Via S. Bernardino 4, 20122 Milano
CON BONIFICO C/C presso il Banco BPM Milano, intestato a Fondazione Caritas Ambrosiana
IBAN: IT82Q0503401647000000064700
Causale: Emergenza terremoto Venezuela - Colletta Nazionale 26 luglio
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Caritas Ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, generi alimentari, medicinali, coperte o qualsiasi altro bene in quanto non possiamo garantire il trasporto. Caritas Ambrosiana raccoglie solamente offerte in denaro.
Caritas Ambrosiana invita le Caritas sul territorio della diocesi ad attenersi a questa indicazione.
Per le offerte effettuate dal 1° gennaio 2021 Caritas Ambrosiana è tenuta a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle erogazioni liberali per consentire l’inserimento delle stesse nelle dichiarazioni precompilate ai fini di detraibilità e/o deducibilità fiscale.
La scadenza per l’invio dei dati da parte di Caritas Ambrosiana è all'inizio di marzo di ogni anno.
Per poter adempiere a ciò è necessario che Caritas sia in possesso dei dati fiscali di chi effettua la donazione entro la fine dell'anno della donazione.
Comunica subito i tuoi dati quando fai una donazione così da non perdere l’occasione.
Per effettuare l’opposizione alla comunicazione è possibile seguire la procedura indicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Per qualsiasi informazione 02.40703424
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