Il labirinto della violenza

25-26 NOVEMBRE IN GALLERIA VITTORIO EMANUELE, MILANO
Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un percorso esperienziale rivolto ai giovani per imparare a riconoscerne i segni 

La violenza nella coppia inizia da piccoli gesti e parole, atteggiamenti, apparentemente innocui, persino banali che ripetuti possono diventare una spirale avvolgente di incomprensione e rancore, dentro la quale, quasi senza accorgersene, si scivola e se ne rimane intrappolati come in un labirinto. Proprio a partire da questa metafora è nata l’installazione che sarà montata sotto le volte del Salotto di Milano, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, un vero e proprio Labirinto, appunto, allestito il 25 e il 26 novembre in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano.

L’idea nasce da una suggestione degli studenti dello IED (Istituto Europeo di Design) poi sviluppata e realizzata da SVS DAD Onlus, Caritas Ambrosiana e Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico insieme al Comune di Milano.

“Il Labirinto della violenza” è un percorso esperienziale in cui il pubblico potrà sperimentare, entrandovi, il circolo vizioso in cui da un rapporto accettabile si passa all’abuso.
Dall’ingresso in via Silvio Pellico, un sistema di pareti, alte circa 2 metri, illustrerà con scritte e immagini il tortuoso procedere di atti, frasi, sottintesi che si autoalimentano: tutti indizi sottili, spesso ambigui, che possono portare fino alle estreme conseguenze.  

Quante volte, ascoltando la televisione o leggendo sui giornali o in rete le vicende di alcune coppie, abbiamo pensato che a noi non potrebbe mai succedere? Quante volte abbiamo pensato che succeda solo tra persone poco istruite, con indole particolarmente aggressiva, tra chi vive già condizioni di disagio, tra chi ha una cultura diversa? Ebbene, la realtà dimostra il contrario: non c’è ceto sociale, grado di istruzione, appartenenza etnica, confessione religiosa che possano dirsi estranei alla violenza contro le donne.
Il problema è proprio questo: non è sempre facile accorgersi per tempo dei segnali di possesso, controllo, gelosia ossessiva, oppressione che nascono all’interno delle relazioni di coppia e che sono solitamente i primi campanelli di allarme di relazioni segnate da violenze psicologiche, spesso anche fisiche, contro le donne.

Chi è maltrattato spesso non riconosce i segni premonitori di un comportamento destinato a diventare violento e fuori controllo. E quando se ne accorge è già difficile uscire. Per questo:  #stannefuori. Così recita il messaggio (e l’hashtag) chiaro e forte di prevenzione rivolto in particolare ai giovani del “Labirinto della violenza”
www.stannefuori.it è anche il sito che sarà on line a partire dal 25 novembre e che offre informazioni concrete e indirizzi a cui rivolgersi per uscire dal tunnel della violenza sia per la vittima che per chi è a conoscenza di una situazione di violenza e non sa come intervenire (amici della vittima, i genitori, gli insegnanti). Informazioni pratiche anche per chi ha una responsabilità diretta ovvero gli uomini maltrattanti.

Intervento di Monsignor Luca Bressan - Presidente della Caritas Ambrosiana



Intervento di Luciano Gualzetti - Direttore della Caritas Ambrosiana

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Del Direttore: 
Luciano Gualzetti



 
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