Nord Kivu, quasi un milione gli sfollati


da Chiara ed Enrico dalla Rep. Dem. Congo
 

A partire dall’inizio del mese di maggio sino ad oggi la situazione militare ed umanitaria nella provincia del Nord Kivu e nei suoi territori principali - Masisi, Rutshuru, Walikale - e in una parte della città di Goma, capoluogo provinciale, permane caratterizzata da una crescente insicurezza.
Nei giorni 11 e 12 maggio, nel territorio di Masisi, scontri tra milizie paramilitari ribelli (i gruppi maï-maï NOHERI e KASONGO) hanno pesantemente coinvolto la popolazione civile di Busumba, località a 22 Km a nord-ovest di Kitshanga, spingendola a fuggire massivamente verso villaggi limitrofi. Più di 500 persone sono dunque arrivate a Mweso e molte altre hanno trovato riparo a Kitshanga e Muhanga.



Va sottolineato come da più di un anno proprio Kitshanga, principale centro del Masisi, è crocevia del passaggio di quasi tutti i gruppi ribelli presenti in Nord Kivu (maï-maï APCLS, FDDH, FDLR, NYARURA, AFDC, PARECO, NOHERI, KASONGO, ecc.) ed è sovente epicentro di scontri tra essi e le forze armate regolari congolesi (FARDC). Obiettivi ricorrenti di questa galassia di gruppi ribelli sono il controllo di assi stradali d’importanza strategica nel commercio dei minerali preziosi di cui abbonda il sottosuolo congolese, l’applicazione di tasse arbitrarie ed illegali e la possibilità  d’operare facilmente saccheggi e rapine. Ad oggi, in Masisi, contiamo più di 60.000 sfollati interni che vivono in campi profughi o in famiglie che hanno offerto loro ospitalità provvisoria.
Sempre in Masisi il 24 giugno, a Bweremana un incendio ha distrutto 613 capanne in paglia, alloggi di fortuna presso le quali degli sfollati interni avevano trovato soccorso e riparo sfuggendo ai combattimenti. Un’emergenza nell’emergenza.

A Rutshuru, a Bukumbo un movimento di circa 10.000 persone sempre verso Kitshanga ha dato vita ad un “sito spontaneo”, un vero e proprio villaggio: Kizimba.



Nel territorio di Walikale, le dispute e gli scontri, durati diverse settimane, tra molteplici gruppi ribelli, per il controllo della strategica località di Pinga ha provocato un’ondata di 15.000 sfollati interni sull’asse Ndurumo-Kibua-Kalonge.

Dal 17 giugno, a Goma, 3.482 persone fuggite dagli scontri occorsi tra il 20 e il 22 maggio tra FARDC e i ribelli dell’M23 si sono dirette inizialmente al sito di transito di Sotraki per essere successivamente ri-localizzate a Buhimba e ad oggi non sono ancora rientrate nei villaggi d’origine a causa della mancanza degli standard di sicurezza minimi.

In totale, all’inizio di giugno in Nord Kivu contiamo 978.000 sfollati interni. Inutile ribadire come tutti loro versino in condizioni di estrema indigenza. Caritas Goma, assieme ad altri attori umanitari e con il sostegno della rete Caritas internazionale, cerca quotidianamente di assisterli mediante la distribuzione di viveri e di beni di prima necessità.



Visualizza gli interventi di urgenza che abbiamo attivato in collaborazione con la rete Caritas Internationalis


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Causale: Emergenza Kivu RD Congo

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