Emergenza siccità a Kilifi

Anche Papa Francesco, in occasione dell’udienza generale del 22 febbraio, ha richiamato con forza l’attenzione sulla situazione in diverse nazioni dell’Africa centrale dove, a causa della gravissima siccità che si protrae da tempo, si sta profilando una crisi alimentare che può condannare a morte milioni di persone.
Il 20 febbraio è stato dichiarato ufficialmente dalla FAO lo stato di carestia in Sud Sudan dove in alcune aree  le persone stanno morendo di fame,  sono circa  100.000 quelle in condizioni di grave inedia e 4.8 milioni quelli che necessiteranno di assistenza alimentare nei prossimi mesi. Oltre al  Sud Sudan, dove i tre anni di  conflitto non possono che acuire il problema della fame,  la situazione è sempre più grave anche in numerosi altri paesi  del Corno d’Africa, dell’Africa orientale e meridionale a causa della siccità e in alcuni altri contesti dove persistono situazioni di conflitto interne che pregiudicano la disponibilità e l’accesso al cibo a centinaia di migliaia di persone.
Le nazioni coinvolte sono diverse: Sud Sudan, Nigeria, Somalia, Yemen, Kenya, Etiopia fino ad arrivare a Malawi, Burundi, Madagascar e Zimbabwe.
L’impegno di Caritas Ambrosiana si concentra, attualmente, soprattutto sulla diocesi di Mombasa, area fortemente colpita dall’emergenza, con cui già da qualche anno è in corso un gemellaggio che ha consentito la realizzazione di diversi interventi, alcuni dei quali riguardanti il settore idrico.
 

L'emergenza siccità a Kilifi

“La siccità ci ha tolto tutto: l’acqua pulita da bere, l’acqua per irrigare i campi, tutto ciò che ho piantato è morto. Il raccolto è andato completamente perduto. Non sappiamo più cosa dare da bere e da mangiare ai nostri figli". 

Questa è la drammatica testimonianza raccolta da una nostra operatrice attiva sull'emergenza siccità in Kenya. Migliaia di persone nella regione dell'entroterra di Kilifi, sono attualmente a rischio sopravvivenza a causa della grave carestia in corso, provocata dalla forte siccità, che sta mettendo in ginocchio la regione orientale africana. Una situazione che va aggravandosi ora dopo ora, nel contesto di un’economia già estremamente fragile, basata sulla produzione agricola di sussistenza e l’allevamento di bestiame. Un ulteriore effetto legato alla drammatica siccità è la diffusione di diarrea e di altre malattie trasmesse dalle acque contaminate: le poche fonti d'acqua sono infatti spesso condivise da uomini e animali. Interi distretti non hanno accesso ad acqua potabile, con conseguenze drammatiche sulle condizioni igieniche e di pericolo di diffusione di malattie. 

Emergenza Siccità Kenya


La situazione continua ad essere sempre più critica Mercy, madre di sette bambini ci racconta: "Ho deciso, come altri piccoli coltivatori della regione, di tagliare gli alberi intorno a casa per produrre carbone da vendere per dare da magiare ai miei figli".
Mercy è consapevole che questa pratica danneggia ulteriormente il suo terreno già gravemente provato dalla siccità, infatti se dovessero tornare le nuove piogge il prossimo Aprile, il rischio sarà di non riuscire a trattenere l'acqua piovana. Ma per ora non ha altra scelta.

Insieme al Tuo prezioso Aiuto vogliamo fermare tutto questo adesso! 

La risposta di Caritas Ambrosiana.

Grazie agli operatori sul campo di Caritas Ambrosiana attivi sull'emergenza siccità in Kenya saremo in grado di consegnare cisterne d’acqua partendo dalle famiglie più fragili, come quelle con donne incinte, persone anziane  o bambini diversamente abili. Ogni cisterna consegnata da Caritas Ambrosiana contiene 1000 litri d’acqua e può coprire il fabbisogno idrico di una famiglia per circa un mese. E’ veramente pochissimo se pensiamo che il nostro consumo d’acqua medio è di 147 litri ogni giorno. Le cisterne d’acqua di Caritas Ambrosiana, sono una risorsa preziosissima e consentiranno alle famiglie di raccogliere l’acqua, quando tornerà nei bacini di raccolta o nei pozzi pubblici e di averne così una scorta per i futuri periodi di grave siccità.

In questo momento ben 312 milioni di persone in Africa non hanno accesso a fonti d’acqua potabile. Le malattie causate da acqua sudicia uccidono più persone ogni anno di tutte le forme di violenza, inclusa la guerra. Il 43% di queste morti colpisce bambini sotto i 5 anni di vita. Una strage quotidiana che grazie al TUO aiuto vogliamo fermare.
 
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