Il 24 giugno 2026, nel tardo pomeriggio,
due forti scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito la fascia centro-settentrionale e centro-occidentale del
Venezuela, lasciando
un bilancio drammatico di vittime e distruzione ancora in corso di valutazione.
Le aree più colpite e con maggiori danni sono
Distretto della capitale Caracas, La Guaira, le regioni di Miranda, Aragua, Carabobo e Falcòn. Le cifre ufficiali parlano di oltre
5.069 morti, più di 16.740 feriti e migliana di dispersi.
Più di 10.5 milioni di persone sono state colpite dagli effetti del terremoto.
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Gestione degli sfollati dopo il terremoto
Il sisma colpisce un paese già segnato da una delle crisi umanitarie più prolungate dell'America Latina. Prima ancora delle scosse, il Piano di Risposta Umanitaria 2026 stimava circa 7,9 milioni di persone bisognose di assistenza, in un contesto di inflazione cronica, servizi pubblici debilitati, insicurezza alimentare e flussi migratori stimati intorno a 6,9 milioni di persone che hanno ridotto la popolazione attiva e il personale tecnico qualificato.
La gestione degli sfollati presenta criticità enormi: edifici crollati, famiglie senza tetto, comunità intere in strada. Non esistono strutture di accoglienza dedicate.
Si prevede un progressivo aumento degli sfollati, aggravato dal continuo susseguirsi di repliche sismiche.
Il sistema sanitario è sotto forte pressione: quasi 40 ospedali hanno riportato danni e i servizi di emergenza devono gestire migliaia di richieste. A ciò si aggiungano i rischi sanitari collegati ad acqua e igiene, sovraffollamento degli spazi temporanei, interruzioni elettriche e condizioni precarie di protezione.
La rete Caritas attiva subito dopo il terremoto
Da giovedì 25 giugno 2026, la rete di Caritas Venezuela ha avviato una risposta strutturata e coordinata. I team costituiti si sono già spostati fisicamente nelle zone maggiormente colpite per fornire assistenza umanitaria diretta, accompagnamento psicosociale e supporto spirituale.
Nelle aree raggiunte si stanno effettuando le prime distribuzioni di beni di prima necessità (acqua potabile, kit igienici e alimenti di emergenza) provenienti dalle donazioni ricevute da privati e istituzioni. Le Caritas diocesane conducono parallelamente il rilevamento dei danni, trasmettendo i dati in tempo reale alla sede nazionale. Caritas Venezuela opera in sinergia con la Conferenza Episcopale Venezuelana e ha ricevuto messaggi di solidarietà dalle Caritas di tutta l'America Latina e dal resto del mondo.
A supporto delle attività della Caritas venezuelana, in un'ottica di rete e di valorizzazione delle esperienze e competenze, sono arrivati alcuni colleghi esperti di emergenze dalle Caritas americana (CRS), portoricana, spagnola e tedesca, in coordinamento con Caritas Internationalis.
Le attività di Caritas Venezuela
Caritas Venezuela è presente nelle comunità colpite fin dalle prime ore, con una rete capillare di operatori, volontari e parrocchie. Caritas Venezuela è molto radicata nel paese e presente ampiamente in più di 15 stati, permettendo tramite questa rete una lettura del territorio approfondita che permette una buona distribuzione degli aiuti, ma soprattutto è garanzia di fiducia con le comunità. Per canalizzare in modo sicuro la solidarietà dei cittadini, Caritas Venezuela ha attivato un modello di raccolta coordinata su un punto nazionale e centri diocesani distribuiti sul territorio. Il centro di raccolta nazionale è presso la sede della Conferenza Episcopale a Montalbán, dove vengono accettati acqua potabile, alimenti non deperibili e medicinali essenziali.
Il principio è chiaro:
un unico punto di raccolta in loco attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per evitare che persone di buona volontà si spostino verso zone ancora pericolose per repliche e strutture instabili. Ulteriori centri di raccolta apriranno nelle diocesi locali in base alle necessità che stanno emergendo, in alleanza con il settore privato e il mondo del volontariato.
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Piano di azione: le priorità di Caritas
Il piano d'azione di Caritas Venezuela si articola al momento sulle seguenti priorità:
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Mantenere attivi i centri di raccolta e coordinare la distribuzione di beni di prima necessità (acqua, igiene, alimenti) negli alberghi e nei punti di rifugio.
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Completare la valutazione dei danni attraverso le strutture diocesane, per costruire un quadro affidabile su cui fondare la risposta umanitaria.
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Coordinare l'azione con le istanze umanitarie ecclesiali e interistituzionali, garantendo una risposta tempestiva e ordinata.
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Garantire la distribuzione diretta dei beni nelle zone prioritarie (Caracas, Vargas, Miranda, Aragua e Carabobo) con attenzione prioritaria alle famiglie già colpite da povertà e precarietà.
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Mobilitare la solidarietà internazionale attraverso la rete Caritas mondiale, aprendo canali di supporto tecnico ed economico per le settimane successive.
La vicinanza della rete internazionale Caritas
Diversi membri della rete Caritas hanno già stanziato fondi per un totale di circa 800.000 euro, di cui almeno la metà verranno utilizzati in questa prima fase di emergenza.
Caritas Ambrosiana, che come sempre opererà in coordinamento con la rete internazionale tramite Caritas Italiana,
ha deciso di effettuare un primo stanziamento di 20 mila euro e ha avviato una
raccolta fondi, con la causale
Emergenza terremoto Venezuela, alla quale invita fedeli e cittadini a prendere parte. Essa finanzierà non solo
interventi d’urgenza, ma anche l’opera di
accompagnamento sociale, di ricostruzione e di sviluppo comunitario che sarà condotta nel medio-lungo periodo, sulla base di progetti che verranno definiti e comunicati.
Indicazioni per le Caritas parrocchiali
Come prassi della rete Caritas, anche in questa occasione sconsigliamo di organizzare raccolte o spedizioni di beni materiali dall’Italia. Le difficoltà logistiche renderebbero complesso garantirne il trasporto e la corretta distribuzione. Invitiamo a sostenere la raccolta fondi, che privilegia gli acquisti in loco
Per approfondire:
qualche dato socio-economico sul Venezuela:
* guarda la
scheda Paese Venezuela a confronto con l'Italia sul nostro sito;
* scarica la
scheda Paese in formato PDF
Per aiutarci a sostenere gli interventi di emergenza, rilancia la raccolta nella tua parrocchia o territorio:
scarica la
locandina da stampare e appendere:
ad alta risoluzione per la stampa
oppure
a bassa risoluzione
ALTRE MODALITÀ DI DONAZIONE
IN POSTA C.C.P. n. 000013576228 intestato a Fondazione Caritas Ambrosiana
Via S. Bernardino 4, 20122 Milano
CON BONIFICO C/C presso il Banco BPM Milano, intestato a Fondazione Caritas Ambrosiana
IBAN: IT82Q0503401647000000064700
Causale: Emergenza terremoto Venezuela
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Se vuoi ricevere la ricevuta fiscale o il ringraziamento per la tua donazione contatta il nostro numero dedicato ai donatori al numero 02.40703424
IMPORTANTE
Caritas Ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, generi alimentari, medicinali, coperte o qualsiasi altro bene in quanto non possiamo garantire il trasporto. Caritas Ambrosiana raccoglie solamente offerte in denaro.
Caritas Ambrosiana invita le Caritas sul territorio della diocesi ad attenersi a questa indicazione.
Per le offerte effettuate dal 1° gennaio 2021 Caritas Ambrosiana è tenuta a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle erogazioni liberali per consentire l’inserimento delle stesse nelle dichiarazioni precompilate ai fini di detraibilità e/o deducibilità fiscale.
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Per poter adempiere a ciò è necessario che Caritas sia in possesso dei dati fiscali di chi effettua la donazione entro la fine dell'anno della donazione.
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