In Somalia la siccità non è più soltanto un’emergenza: è diventata una crisi cronica che mette a rischio la sopravvivenza di milioni di persone. Dopo anni di piogge insufficienti, raccolti perduti e pascoli inariditi, oltre 4,6 milioni di persone sono oggi direttamente colpite dalla crisi climatica. A questa situazione si aggiungono decenni di conflitti, instabilità politica, sfollamenti e un sistema sanitario fragile, mentre gli aiuti internazionali diminuiscono proprio quando i bisogni aumentano.
«La situazione umanitaria in Somalia è tra le più complesse al mondo», spiega Sara Ben Rached, direttrice di Caritas Somalia. «La siccità non è una novità, ma oggi il problema è la successione di stagioni senza pioggia che non lascia alle comunità il tempo di riprendersi. Se non si interviene subito, il rischio è che la crisi diventi una catastrofe umanitaria.»
La mancanza d’acqua prosciuga i pozzi, distrugge i raccolti e provoca la morte del bestiame, principale fonte di reddito per migliaia di famiglie. Crescono così la fame e la malnutrizione, soprattutto tra i bambini sotto i cinque anni e le donne in gravidanza o in allattamento. Sempre più persone sono costrette a lasciare i propri villaggi e a cercare rifugio in insediamenti informali, dove l’accesso ai servizi essenziali è spesso insufficiente.
Per rispondere a questa emergenza, Caritas Ambrosiana sostiene Caritas Somalia, in coordinamento con Caritas Italiana e con la rete di Caritas Internationalis, promuovendo un intervento che unisce risposta immediata e sviluppo. L’obiettivo non è soltanto salvare vite oggi, ma aiutare le comunità a costruire un futuro più sicuro e resiliente.
Il progetto si sviluppa nelle aree più vulnerabili del Paese, con particolare attenzione alle regioni di Kismayo e Burhakaba, dove la crisi alimentare e idrica è particolarmente grave. Gli interventi comprendono la distribuzione di alimenti e acqua potabile, il trattamento della malnutrizione infantile, l’assistenza sanitaria di base per madri e bambini, la realizzazione di sistemi per la raccolta dell’acqua, la creazione di orti comunitari e attività di formazione nutrizionale rivolte alle famiglie.
Grande importanza viene attribuita anche al rafforzamento delle capacità delle comunità locali. Attraverso partner radicati sul territorio, Caritas Somalia accompagna le famiglie nella gestione sostenibile delle risorse idriche, nella produzione agricola e nella prevenzione della malnutrizione, affinché possano affrontare con maggiore forza le crisi future.
«Non basta rispondere all’emergenza», sottolinea ancora Sara Ben Rached. «Dobbiamo rafforzare le comunità perché siano protagoniste del proprio sviluppo. Solo così sarà possibile ridurre la dipendenza dagli aiuti e costruire una speranza duratura.»
La risposta umanitaria resta però gravemente sottofinanziata. Molte organizzazioni sono costrette a ridurre gli interventi proprio mentre aumentano le necessità. Per questo il sostegno della rete Caritas diventa ancora più prezioso: permette di raggiungere anche le aree più isolate, dove altri attori internazionali faticano ad arrivare, e di garantire interventi efficaci grazie alla presenza di operatori e partner locali.
La Somalia continua a vivere una crisi silenziosa, spesso lontana dai riflettori. Ma dietro ai numeri ci sono milioni di persone che chiedono semplicemente di
poter vivere con dignità. Insieme possiamo offrire non soltanto un aiuto immediato, ma
la possibilità di ricostruire un futuro.
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Causale: Emergenza terremoto Venezuela
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