La città di
Aleppo, come tutta la
Siria, vive da più di 13 anni in una condizione di profonda difficoltà che mette a dura prova i suoi abitanti dinanzi alle sfide della vita quotidiana.
Dalla caduta del regime di Assad ad oggi la situazione nel Paese non è migliorata, complice anche il vuoto politico creatosi. Il contesto sociale rimane complesso data la mancanza di lavoro e la criminalità diffusa e le città mancano anche di servizi essenziali come l'illuminazione notturna, un aspetto che contribuisce a rendere la città meno accessibile, aperta e sicura.
I cittadini si sono attivati per rimettere in sesto le realtà locali e di quartiere pulendo le strade, piantando fiori e alberi e riattivando le scuole e le università. Alcuni volontari hanno anche avviato un’iniziativa per invitare gli abitanti a illuminare le proprie case con delle lampade nelle ore notturne.
È in questo contesto che si è inserito il progetto
Luci ad Aleppo, frutto di un accordo tra
Caritas Ambrosiana e l’
Arcidiocesi degli Armeni Cattolici di Aleppo siglato ad aprile 2025 e pensato proprio per ovviare al problema della mancata illuminazione notturna della città attraverso l’
installazione di sistemi di illuminazione in alcuni quartieri di Aleppo.
Il progetto ha fin da subito visto il coinvolgimento diretto dell’Arcidiocesi, che ha operato attraverso un gruppo di
cinque giovani volontari locali con competenze in diversi ambiti tecnici. Questi, a loro volta, hanno promosso un’ampia partecipazione comunitaria coinvolgendo altri volontari – sia cristiani sia musulmani – residenti nei quartieri interessati. Questi volontari hanno avuto un ruolo chiave non solo nella realizzazione tecnica del progetto (individuazione dei punti di installazione, assistenza logistica), ma anche nel monitoraggio quotidiano degli impianti e nella segnalazione di eventuali guasti.


Le installazioni si sono concentrate principalmente nei seguenti quartieri:
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Al-Sakhour, situato nella parte orientale di Aleppo, un’area fortemente colpita dal conflitto e attualmente priva di alimentazione elettrica stabile. Qui, grazie al supporto logistico dei Padri Gesuiti presenti con un centro di attività umanitarie, è stato possibile potenziare la rete di illuminazione e coprire un maggior numero di strade;
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Al-Hellok, anch’esso nell’area orientale della città, con condizioni simili ad Al-Sakhour. Numerosi residenti si sono offerti di collaborare attivamente per facilitare il lavoro degli operatori;
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Quartieri centrali come Al-Midan, Soulaymanieh e Telefon Haway, che pur avendo accesso alla corrente per circa 3-4 ore al giorno, presentano ancora gravi difficoltà. In particolare, nel quartiere servito dall’Ospedale Al Faour, è stato possibile installare 70 luci grazie al permesso ricevuto per l’utilizzo del loro sistema energetico;
Complessivamente, grazie ad un contributo di Caritas Ambrosiana di 10.000 euro, sono stati installati
nove sistemi completi di illuminazione pubblica, che hanno migliorato sensibilmente la vivibilità e la sicurezza delle strade, specialmente nelle ore notturne.
