Lo scorso aprile ha preso il via il progetto ROMANÌ – Empowering Roma Women, Improving Access to Health, and Combating GBV – Gender Based Violence, finanziato nell'ambito del bando europeo CERV-2024_DAPHNE e destinato a donne appartenenti alle comunità Rom.
Il progetto, dalla durata biennale (1 aprile 2025 - 31 marzo 2027) si pone l'obiettivo di combattere la violenza di genere e garantire l'accesso equo ai servizi sanitari e di supporto per le donne Rom in Italia, Bulgaria e Romania. Oltre a
Caritas Ambrosiana, gli altri partner sono l'
Università Cattolica (ente capofila), la
Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità),
Hesed (Bulgaria) e
E-Romnja (Romania).
In Europa sono numerose le discriminazioni che colpiscono le donne Rom: dagli abusi domestici alle violenze sessuali, dai matrimoni forzati fino al traffico e allo sfruttamento. Inoltre, le violenze subite si intersecano con altre forme di discriminazioni derivanti dal contesto a cui appartengono: la subordinazione all’interno delle rispettive comunità di appartenenza, lo stigma associato all’appartenenza all’etnia rom e un limitato accesso ai servizi di cura e sanitari.
In questo quadro, il progetto ROMANÌ si propone di dare voce alle donne Rom attraverso azioni finalizzate allo scambio di informazioni e al confronto su alcuni temi che riguardano i loro vissuti personali, offrendo anche un concreto supporto diffondendo la conoscenza dei servizi rivolti alle donne che subiscono violenza domestica e delle modalità di accesso ai servizi sanitari per la tutela e il monitoraggio della salute femminile.
Per fare ciò, la metodologia proposta prevede di identificare i fattori che permettono di uscire dalle situazioni di marginalizzazione e di abuso per poi lavorare direttamente nelle comunità a contatto con le donne e con gli operatori socio-sanitari.
Il progetto avrà una durata di due anni e prevederà anche momenti di incontro e confronto tra i partner, in un'ottica di conoscenza e scambio di buone prassi.